Sicurezza
La sinistra: «Patti non rispettati» Terreni: «No al fango sulla giunta»
Scontro in consiglio dopo il ritiro delle deleghe all’assessora
Nilo Di Modica
Casciana terme lari. «Subordinare tutti gli obiettivi del programma ad altri obiettivi o farli venire meno significa che i patti non valgono più». Ferri corti e promesse di opposizione nel consiglio comunale della rottura lunedì sera, iniziato con la surroga del dimissionario Valerio Bandini (“Per una svolta in Comune) e la sua sostituzione con la socialista Maria Chiara Volpi, e chiusosi con Pd e socialisti da una parte e consiglieri della sinistra radicale, dall’altra. Una pietra tombale sancita dalla doppia votazione di due documenti contrapposti e dalla presa d’atto del ritiro delle deleghe all’ormai ex assessora ai lavori pubblici Marianna Bosco, dopo la presentazione di un documento a firma sua e del consigliere “già” di opposizione Antonio Bernardeschi. «Sono rimasta abbastanza perplessa del ritiro delle mie deleghe, avevo detto al sindaco Mirko Terreni che dopo il consiglio ed il confronto avrei dato le dimissioni mettendo fine comunque a questa esperienza» ha detto Bosco. Un breve intervento fatto di punti programmatici, quelli che avevano visto per la prima volta la sinistra entrare in maggioranza: «La variante di Lari franata da 54 anni» ha ricordato l’ex assessora «ma anche il presidio sanitario, lo spostamento dei vigili del fuoco con la valutazione di soluzioni alternative all’unica palestra di Lari, la reinternalizzazione dei servizi di trasporto». Sul piatto, anche il secondo assessore promesso e mai dato alla lista di sinistra. Nodi cruciali emersi nel dibattito, fra moltissimi interventi quello delle Terme, sulla cui futura gestione mista pubblico-privata, parte del programma, la Svolta ha dimostrato di volersi spingere oltre, verso un protagonismo del pubblico “forte”. Fondamentale il tema delle priorità, di quel “cosa fare prima e dopo” che ha visto il nuovo polo scolastico di Perignano al centro di varie interpretazioni. «Lavori che noi davamo per scontati – ha detto Bosco – ma che non avrebbero dovuto fermare tutto il resto». Sullo sfondo una trattativa mai decollata da quel fatidico 3 settembre del primo comunicato “critico”. «Ben 52 giorni in cui si poteva fare tutti di più – ha detto Giovanni Baldini della maggioranza – che sanciscono una sconfitta per tutti». Un documento, quella della Svolta «inaccettabile» per il primo cittadino Terreni. «Era sufficiente lavorare sugli emendamenti – ha detto – mi dispiace che adesso si voglia buttare fango sul lavoro di una giunta della quale si è fatto parte fino a ieri senza colpo ferire, presentando un ordine del giorno che, come un pretesto, stravolge il programma presentato agli elettori e si fatto sfiducia la maggioranza».
«Dopo due anni di pandemia siete chiamati a governare e invece decidete di tirarvi fuori. Mettendovi da soli all’opposizione. Mentre noi quel programma lo porteremo avanti con responsabilità e non lo rinneghiamo – ha accusato l’ex assessora il vicesindaco Mattia Citi – Ci dite che i soldi per fare tutto ci sono, ma non dite dove dovremmo trovarli. Parlate di totale ripubblicizzazione delle Terme senza dire come le gestiremo. Parlate della scuola di Perignano senza dire che per voi evidentemente non era una priorità». Approvato il documento di maggioranza e con il voto contrario di Bosco e l’astensione di Marco Mori, altro consigliere de La Svolta.
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