Attenzione
Le rivali bocciano San Michele «Non servono cambi radicali»
I gialloneri stangati per l’abbandono dell’evento dopo la squalifica nel mini-Palio avevano chiesto di riscrivere le regole, ma le altre contrade declinano l’invito
Giacomo Pelfer
castelfranco. «Tutto è migliorabile ma non ci sono motivi per un cambio radicale». Può essere riassunta così la risposta a San Michele da parte delle altre tre contrade di Castelfranco, dopo l’appello pubblico lanciato dai gialloneri per riscrivere insieme un nuovo regolamento, annunciando in caso contrario la ferma intenzione di non concedere all’Associazione Palio il mandato per l’organizzazione dell’edizione 2022.
Una ribellione scaturita dopo la squalifica al minipalio e la scelta di abbandonare la piazza, seguita da una serie di penalizzazioni e da una multa da 1500 euro a carico dei gialloneri. Una ribellione a cui le altre contrade non aderiranno, anche alla luce del mandato già concesso all’Associazione Palio pochi giorni fa, aprendo così la strada ad un sempre più probabile Palio a tre, a meno che i gialloneri non tornino sui propri passi prima dell’8 dicembre, data prevista per il giuramento di partecipazione all’edizione 2022.
«Da quando sono diventato presidente nel 2004 – dice il numero uno di San Martino Tiziano Salvadori – la manifestazione è sempre cambiata, come sono cambiati i regolamenti. C’è stata un’alternanza nella quale alla fine abbiamo sempre trovato la quadra. Se si vogliono proporre dei cambiamenti lo si può fare prima dell’8 dicembre, ma non ci sono motivi per un cambio radicale».
«Tutti noi abbiamo firmato il nuovo regolamento coscienti di quello che c’era scritto e di quello che poteva accadere in piazza – dice la presidente di San Pietro Kety Toni –. Per quello che ci riguarda, abbiamo già dato la delega al Comitato anche nella consapevolezza che quest’anno ci troveremo a dover organizzare un palio in brevissimo tempo».
Viene contestata, invece, la posizione di San Michele secondo cui le contrade avrebbero ormai un ruolo marginale: «Non accetto che si screditi il lavoro di chi si impegna volontariamente nelle contrade, che sono e restano il cuore della manifestazione – aggiunge la presidente di San Bartolomeo Silvia Valori –. È vero che durante l’anno San Michele è sempre stata chiara sul fatto che alcune cose non gli stavano bene, però alla fine si decide a maggioranza, senza contare che la perfezione non è di questo mondo ma l’esperienza sì: nei tempi e nei modi previsti si può sempre migliorare».
«In ogni caso non ci sono motivi per parlare di incapacità o di gestione mediocre» , aggiunge il presidente dell’Associazione Palio Paolo Nuti, difendendo l’operato e la decisione dei giudici, così come le successive sanzioni a carico di San Michele, «tutte determinate a norma di regolamento». Proprio in questi giorni, tuttavia, l’Associazione presieduta da Nuti deve fare i conti con le improvvise dimissioni di due consiglieri storici provenienti proprio da San Michele: «È stata una decisione comunicata solo verbalmente – dice Nuti –. Ci tengo a precisare che l’associazione non ce l’ha con una contrada, ma lavora per fare la manifestazione nel miglior modo possibile. Quindi la disponibilità al dialogo c’è, però nei tempi previsti e senza pensare di poter porre condizioni».
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