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In 800 di nuovo senza medico e i cittadini raccolgono le firme

Nilo Di Modica
In 800 di nuovo senza medico e i cittadini raccolgono le firme

Il giovane sostituto lascia: «Devo ancora studiare, non posso lavorare al meglio». Il sindaco: «L’Asl faccia qualcosa»

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MONTOPOLI. «Non è nelle mie corde accettare un lavoro in condizioni tali da non poterlo fare bene, meritate il massimo». Con queste parole giovedì sera il dottor Francesco Peyronel, 31 anni, da otto mesi supplente medico condotto nella piccola frazione, ha di fatto salutato i suoi pazienti, intenti ancora una volta, a meno di un anno dall’ultimo avvicendamento, a raccomandarsi per trovare un nuovo medico.

L’argomento, molto sentito a Casteldelbosco, ha riempito buona parte della riunione della partecipatissima consulta al circolo Endas della frazione, per quello che sembra essere un problema irrisolvibile e dal quale, adesso, Comune e residenti proveranno ad uscire con incontri al vertice dell’Asl centro ed una raccolta firme. «Sono stati otto mesi davvero intensi, con ognuno di voi. Sono diventato un po’ “boschigiano” anche io – ha detto il giovane medico, che mesi fa aveva preso il posto della dottoressa Giovanna Del Verme e che l’altra sera ha dovuto divincolarsi con un po ’ di imbarazzo in mezzo a tanti attestati di stima –. Ma per continuare e concludere la formazione da medico di famiglia dovrei affrontare altri tre anni di studi in Medicina generale, che ho iniziato, e portare avanti entrambe le cose, pure nell’eventualità di avere una segreteria che mi agevoli e altre cose che in queste condizioni non posso approntare, mi metterebbe comunque in condizioni di non lavorare al meglio». «Dispiace – hanno dichiarato il sindaco Giovanni Capecchi ed il presidente della consulta Sergio Boschi – perché dopo tanti cambi di medico subiti passivamente avevamo davvero l’impressione di aver azzeccato una persona che ha saputo acquisire stima, con disponibilità, presenza, attenzione».

Una decisione libera e «non dettata da questioni economiche», come ha più volte ribadito il dottore, ma che inevitabilmente fa in qualche modo i conti anche con alcune ombre e “farraginosità” del sistema di selezione dei medici, che se non sono state determinanti nella decisione di lasciare da parte di chi va via, possono continuare a pesare come macigni sull’eventualità che qualcuno, adesso, prenda il suo posto. Le regole dell’Asl Centro, infatti, impongono ai supplenti un tetto massimo di pazienti di 800, con tutto quello che ne deriva in termini di remunerazione; condizione che rischia di essere assai debilitante per chiunque decida di scegliere la piccola frazione come punto di riferimento, luogo a questo punto poco appetibile e che rischia di perdere anche questo servizio o vederlo vacante a lungo. «È purtroppo una delibera aziendale della sola Asl Centro, peraltro condivisa dai sindacati – ha sottolineato la vicesindaca Linda Vanni –. Una meccanismo inopportuno che dovremo far presente, mettendo quanto più possibile in rete i vari dottori a tempo determinato del territorio e facendoci sentire ai vertici dell’Asl».

Da qui anche l’idea dei residenti e partecipanti alla consulta, che hanno deciso di indire una raccolta firme per salvare il servizio. «Da parte dell’amministrazione c’è disponibilità totale – ha ribadito Capecchi. – È impensabile che in una frazione periferica come la nostra perda un tale servizio di prossimità, l’Asl deve fare qualcosa».

 

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