Sicurezza
Rapina e tentata estorsione condannati due fratelli per un debito di droga
santa croce. Rapina e tentata estorsione: condannati in abbreviato due fratelli di Santa Croce sull’Arno e un 45enne di Porcari.
Al Tribunale di Lucca è giunta a conclusione una vicenda giudiziaria originata da un episodio avvenuto l’8 gennaio 2020, in via del Centenario, a Porcari. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha condannato in abbreviato (quindi con lo sconto di un terzo della pena) tre persone per i reati di rapina e tentata estorsione.
Dritan Abedini, 39 anni, operaio conciario residente a Santa Croce sull’Arno, imputato anche per il reato di cessione di stupefacenti, ha avuto una condanna a quattro anni e tre mesi; il fratello Hakuran Abedini, 37 anni, anche lui residente a Santa Croce, e Bouhmadi Abdelghani, 45 anni di Porcari, sono stati invece condannati a due anni e dieci mesi.
I fatti, come detto, risalgono all’inizio del 2020.
Quell’8 gennaio i tre si rendono protagonisti di una rapina ai danni di un cittadino marocchino residente a Porcari, la cui unica colpa è quella di trovarsi nel posto sbagliato e soprattutto in compagnia della persona sbagliata. L’uomo, che nel processo figura come parte lesa, viene intercettato dal terzetto mentre si trova in compagnia di un connazionale 29enne, implicato nel giro degli stupefacenti. Quest’ultimo deve restituire dei soldi ai due fratelli albanesi di Santa Croce.
Ma non appena li vede, scende dall’auto dell’amico e si dà alla fuga, lasciandolo solo e in balia dei tre imputati.
A quel punto Dritan Abedini entra in macchina, una Polo Volkswagen, e con violenza spinge fuori il proprietario, mentre i suoi due sodali fanno da palo all’esterno.
«La tua auto la prendiamo noi – dice il maggiore degli Abedini –, se la rivuoi devi dire al tuo amico di farsi trovare e soprattutto di portare i soldi che ci deve».
Nei giorni successivi il proprietario del veicolo riceve diverse richieste intimidatorie, soprattutto da parte di Bouhmadi, tutte volte a far sì che faccia pressione sull’amico, perché saldi il debito. Non sapendo come uscire da questa situazione, l’uomo decide di rivolgersi alle forze dell’ordine e fa così partire un’indagine, che viene condotta dai carabinieri. I militari si mettono subito al lavoro e grazie a un dispositivo satellitare presente sulla Polo riescono a rintracciare la vettura e a identificare i tre rapinatori, tutti con legami nell’ambiente degli stupefacenti (i due fratelli anche con una stabile attività lavorativa come operai nel settore conciario).
Nell’aprile successivo i tre vengono sottoposti a obbligo di dimora nella provincia di Lucca, una misura cautelare disposta dal giudice delle indagini preliminari ed eseguita dai carabinieri di Pisa San Rossore. Nel corso dell’attività, con l’ausilio di un’unità cinofila antidroga, viene effettuata anche una perquisizione in casa del cittadino marocchino debitore, privo di occupazione, domiciliato in una struttura recettiva di Lucca.
Qui i militari trovano 40 grammi di cocaina e circa 700 euro in contanti.
G.P.
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