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Panificio ogni giorno mette il pane nella cassapanca per i bisognosi

Libero Red Dolce
Panificio ogni giorno mette il pane nella cassapanca per i bisognosi

Al “Chicco” di Zambra le proprietarie donano l’invenduto. Basta aprire e prendere quello di cui si ha bisogno. Una sola condizione: "Rispetto per chi ha necessità"

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CASCINA. Ogni cosa, ogni discorso tende a tornare allo stomaco. Vuoto quello, scarseggiano i discorsi, latita il buon senso e persino la civiltà. Senza essere politiche, filosofe o economiste, Samantha Birindelli e Fiorella Lobosco si sono guardate attorno e si sono accorte di una cosa: la povertà sta bussando a sempre più case. Chi aveva poco ora ha pochissimo, chi stava così così ora fatica a mettere il pane a tavola. Appunto – si sono dette –, noi che alla panetteria “Il Chicco” di Zambra il pane lo sforniamo ogni giorno, che possiamo fare di più semplice e utile se non metterlo a disposizione gratis a chi lo vuole? Detto, fatto. L’invenduto di ogni giorno a disposizione, gratuitamente, di ogni mano che voglia prenderlo. E senza bisogno di bussare al locale.

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«Abbiamo comprato una cassapanca, di grandi dimensioni, e l’abbiamo messa fuori, di fronte alla panetteria. Dentro mettiamo tutto quello che non abbiamo venduto durante la giornata. Non so ancora quanti lo prenderanno, oggi (ieri per chi legge, ndr) è il primo giorno. Alla chiusura, ho messo sette o otto buste di pane e focacce. Ora speriamo che qualcuno le prenda», spiega Samantha.

La cassapanca è assicurata all’edificio con una catena che la blocca. «Per evitare che qualcuno la rubi», aggiunge Samantha. «Spero che si abbia rispetto di chi ha veramente necessità, e non lo prenda chi vuole fare il furbo o magari chi è di fretta ma può permetterselo». Una messa alla prova del senso di comunità. E d’altronde rubare ai poveri non è commendevole. Robin Hood ne sapeva qualcosa.

L’iniziativa delle due socie della panetteria è autonoma. C’è però una sorta di precedente. O continuità, a dire meglio. «Partecipiamo da tempo all’iniziativa di don Alberto dello Zuc, dai nomi dei paesini di Zambra, Uliveto e Caprona. Una rete di negozi alla quale apparteniamo e che una volta a settimana o più raccolgono i beni messi a disposizione dei clienti perché poi vengano distribuite alle persone povere», spiega la titolare.

Una rete mutualistica che aiuta più di 20 famiglie. “Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”, scrivono nei biglietti affissi sopra la panca le due panettiere, citando madre Teresa di Calcutta. Visto il mestiere che fanno, pare bello accostare le generose panettiere di Zambra ai versi di una filastrocca di Gianni Rodari: “S’io facessi il fornaio/ vorrei cuocere un pane/così grande da sfamare /tutta, tutta la gente/ che non ha da mangiare. Un pane più grande del sole, /dorato, profumato/ come le viole”.

 

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