Il Tirreno

Pontedera

ricordi di un’epoca 

La memoria storica di Conti celebrata con una mostra di foto

Andrea Chiavacci
La memoria storica di Conti celebrata con una mostra di foto

Con il vasto archivio dell’ex intagliatore oggi 96enne sono stati festeggiati i 19 anni compiuti dalla biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato

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Andrea Chiavacci

cascina. Un compleanno da festeggiare con una mostra che racconta Cascina con l'occhio attento e curioso di chi la conosce da una vita.

La biblioteca comunale intitolata a Peppino Impastato celebra i suoi 19 anni con una mostra fotografica dal titolo “Quando tutto ebbe inizio” di Enzo Conti, memoria e figura storica della città. Conti, oggi 96 anni, ha lavorato come intagliatore nella sua bottega in pieno centro a Cascina e per tutta la vita ha portato avanti anche la sua passione per la fotografia. Un archivio infinito e ben catalogato che in minima parte è rappresentato nella mostra messa in esposizione per la prima volta ieri pomeriggio nel giardino “Tiziano Terzani” della biblioteca comunale.

L'assessora Bice Del Giudice e il sindaco di Cascina Michelangelo Betti hanno fatto gli onori di casa davanti a un pubblico numeroso. «È anomalo festeggiare un diciannovesimo compleanno, ma veniamo da un anno e mezzo particolare per cui è giusto fare festa – ha detto il sindaco –. Era importante ripartire proprio dalle origini. La trasformazione dalla Cascina artigiana a quella dei servizi».

Foto che raccontano la Cascina di una volta ma anche quella di pochi anni fa proprio nel momento in cui veniva costruita la biblioteca nel posto dove per tanti anni era situata la ditta Bulleri che si occupava della lavorazione del legno. «Queste fotografie nascono da un amore che ho sempre avuto per Cascina – racconta Enzo Conti alla presentazione della sua personale –. Negli anni Trenta i ragazzi come me non andavano a studiare a Pisa dopo le elementari ma si mettevano subito a lavorare perché Cascina offriva la possibilità di farlo nelle botteghe di artigianato. Guadagnavo 2 lire a settimana e un passo alla volta sono diventato un artigiano produttore. In quel periodo mi sono reso conto che noi cascinesi avevamo un patrimonio enorme come quello della lavorazione dei mobili».

L'amore per la città nasce anche dall'esperienza dello zio sacerdote: «Mio zio, don Francesco Conti, nel 1912 pubblicò il primo libro sulla storia di Cascina. Prima di morire disse a mio padre di insegnare a me e ai miei fratelli l'amore per Cascina. Amate Cascina perché ha una grande storia fin dai tempi della famosa battaglia che ha interessato sia Michelangelo che Leonardo ed è una città dalla grande architettura sia in ambito civile che religioso».

Invece l'amore per la fotografia di Conti nasce grazie alla vista di alcune macchine fotografiche in vetrina: «Silvio Orsini possedeva un negozio di foto e io da piccolo passavo il tempo ad ammirare le macchine a soffietto ma non me le potevo permettere». Qualche tempo dopo, negli anni Cinquanta, Orsini regalò una macchina fotografica a Conti che da quel momento non ha più lasciato questa sua passione: «A un certo punto ho capito che la macchina fotografica veniva verso di me. E questo amore è andato avanti per cinquant'anni». Conti è poi passato con la stessa precisione a fotografare con macchine più moderne e complessivamente ha fatto dieci mostre. Non ha solo immortalato Cascina e il suo paesaggio ma anche il lavoro artigiano della città. Tra le foto in esposizione c'è anche quella con cui nel 1970 ha vinto un premio piuttosto significativo, come “Il truciolo d'oro”.

Alla fine della presentazione della mostra la nipote di Conti ha letto una poesia dedicata a Cascina scritta dallo stesso Enzo.

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