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Pontedera

scandalo keu: i risultati dei campionamenti 

L’Arpat: «Canale Usciana inquinato ma non è detto sia colpa di Aquarno»

Andreas Quirici

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CASTELFRANCO. Il canale Usciana presenta evidenti segnali d’inquinamento ma non ci sono elementi per dire che sia colpa degli scarichi attuali del depuratore Aquarno. Questa, in estrema sintesi, la conclusione dei tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana (Arpat) dopo l’analisi dei campionamenti del corso d’acqua in cui scarica l’impianto di depurazione di Santa Croce.

L’incarico all’Agenzia regionale era stato commissionato a maggio dal Comune di Castelfranco, dopo che ad aprile era scoppiata l’inchiesta della procura di Firenze denominata “Keu”, dal materiale di derivazione conciaria al centro d’indagini sul suo utilizzo e smaltimento. Proprio per fare chiarezza, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Toti, aveva chiesto di analizzare l’acqua dell’Usciana. Ma i risultati chiariscono fino a un certo punto di chi sia la colpa dell’inquinamento rilevato nel canale che tocca anche Santa Maria a Monte e che sfocia nel fiume Arno.

Anche se, nel rapporto pubblicato sul sito di Arpat sono citati inquinanti che possono destare preoccupazione. «Passando dalla stazione di monte alla stazione di valle rispetto allo scarico del depuratore – spiegano i tecnici dell’Agenzia che ha sede a Firenze – i dati mostrano un leggero incremento delle concentrazioni di metalli pesanti in particolare cromo, zinco, rame, selenio e cadmio. Alcuni metalli come il nichel, vanadio, arsenico e antimonio non presentano invece variazioni significative tra monte e valle dello scarico del depuratore».

E la conclusione di Arpat dà il senso di una rilevazione di sostanze inquinanti senza avere una matrice chiara: «Sulla base dei risultati del campionamento effettuato si può concludere che lo stato qualitativo della matrice sedimenti nel canale Usciana risulta impattato dalle attività antropiche presenti e passate, senza però identificare nello scarico attuale del depuratore Aquarno una significativa sorgente di contaminazione. Inoltre, questo tipo di analisi sui sedimenti non è previsto dalla normativa ma può essere un utile strumento per verificare gli eventuali miglioramenti nella qualità delle acque e nelle conseguenti qualità dei sedimenti che le stesse hanno depositato, depositano e depositeranno». Viene poi citato anche il depuratore dell’Associazione conciatori di Fucecchio e, ancora più indietro nel passato, l’attività delle aziende prima che entrasse in vigore la legge Merli che risale al 1976.

Insomma, l’inquinamento c’è ma sembra non essere colpa di nessuno in particolare. Mentre il sindaco Toti ha preferito non rilasciare dichiarazioni, puntando sul fatto che la relazione di Arpat sarà presentata nella riunione dell’apposita commissione consiliare di stasera e poi, almeno nelle intenzioni antecedenti alla pubblicazione sul sito Internet dell’Agenzia ambientale, affrontare l’argomento in una conferenza stampa fissata per domani direttamente sul ponte sull’Usciana a Castelfranco.

Andreas Quirici

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