Il Tirreno

Pontedera

la protesta degli imprenditori 

Giostre chiuse fino a ieri per problemi burocratici

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PONTEDERA. La fiera è cominciata. Il luna park è preso d’assalto. Ma per qualcuno il lavoro è iniziato solo ieri nel tardo pomeriggio. Alle 18.30 per l’esattezza. Sono alcune famiglie di giostrai alle prese con problemi di documentazione, probabilmente qualche disguido e un bel po’ di burocrazia.

«Giovedì il personale del Comune ci ha detto che mancava un foglio – racconta Renato Santoni –. Venerdì non abbiamo ottenuto il via libera per aprire per un altro cavillo e alla fine ci è stato dato l’ok di sabato quando il piazzale delle giostre era strapieno. Un bel danno che condividiamo con altre quattro o cinque aziende. Eppure eravamo pronti da mercoledì e non si capisce come mai non siamo riusciti ad aprire in tempo per l’inizio della fiera di Pontedera».

I Santoni sono una famiglia storica e molto conosciuta nell’ambiente dei giostrai. «Abbiamo fatto Pistoia, Lucca e Ponsacco di recente – prosegue l’imprenditore –. Non abbiamo mai avuto problemi. Facciamo i collaudi, tutti certificati, quando smontiamo da un posto per raggiungerne un altro. Ma quello che è accaduto a Pontedera davvero non si spiega».

Renato Santoni e i suoi familiari gestiscono un’attrazione particolare, le mini car per bambini. Un punto di riferimento ormai da anni che attira l’attenzione dei piccoli aspiranti piloti e le loro famiglie. Vedere le luci spente e le automobiline ferme ai nastri di partenza, in effetti, sembrava strano.

Ma davanti alla burocrazia e a documenti necessari per poter far partire una giostra non si può sgarrare. Ne va della sicurezza degli operatori e di chi usufruisce dell’attrazione. In questo caso, a maggior ragione, visto che si tratta di bambini. Ma è anche vero che, in casi simili, prima si fa chiarezza e meglio è per tutti.

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