Lutto
Picchia, spacca e ruba a raffica Fucecchio ostaggio di un ladro
Il 25enne che sferrò un cazzotto a una commessa stavolta svuota un bar I furti in centro non si contano più e i commercianti invocano il pugno duro
Marco Sabia
fucecchio. È diventato l’ incubo di commercianti ed esercenti fucecchiesi. Da agosto i colpi del bandito solitario col tombino si stanno susseguendo con una sequenza impressionante: nell’ultima settimana ne ha messi a segno due, prima al negozio d’abbigliamento B-Side di via Fucecchiello e poi al bar L’Airone di viale Colombo. Sempre prendendo un tombino e lanciandolo contro una vetrata, per poi arraffare quello che c’è.
Ma non solo. La scorsa settimana, per esempio, ha preso d’assalto anche un negozio di parrucchiera. Tutto questo dopo che il 1° ottobre aveva sferrato un pugno a una commessa di un minimarket di via Landini Marchiani, a due passi da piazza Montanelli, che l’aveva fermato perché non aveva pagato.
Precedentemente aveva messo nel mirino anche un ristorante cinese del centro.
RAID A RIPETIZIONE
Protagonista dell’incredibile serie di episodi di criminalità è un 25enne tunisino senza fissa dimora, che però mantiene la residenza a Fucecchio; colleziona denunce ma non venendo colto in flagranza di reato non può essere arrestato. E anche quando è finito in manette per l’aggressione alla commessa (i carabinieri lo scovarono all’interno in una casa dove aveva fatto irruzione abusivamente), è stato rimesso in libertà dopo la direttissima del giorno dopo. Viene sempre immortalato dalle telecamere e per i carabinieri andarlo a prendere è diventato un appuntamento quasi di routine. All’Airone, ad esempio, in due mesi ha colpito due volte: il 17 agosto il titolare Jonathan Angerame fu costretto a tornare dalle ferie perché avvertito del fatto che qualcuno gli era entrato nel bar; stessa situazione due giorni fa, prima dell’alba di mercoledì, quando un tombino ha centrato la finestra della cucina della sua attività. Danni e fondocassa sparito, un bis che Angerame avrebbe tranquillamente evitato.
sangue e violenza
Il ladro in questione, in un caso, è stato anche a sua volta vittima di un’aggressione: lo scorso 11 settembre, per motivi non meglio precisati, è stato accoltellato dopo un litigio con un gruppo di persone; forse per questioni di droga.
rabbia e paura
I commercianti invocano un giro di vite, anche se non sempre ogni episodio è stato denunciato. La vicepresidente del centro commerciale naturale Patrizia Cicalini non le manda a dire: «Abbiamo chiesto a voce e per scritto più controlli al Comune, non solo per questa situazione in particolare. Serve più controllo del territorio ma il problema di base qui sono le leggi che non consentono di arginare queste persone e questi fenomeni». In paese si è diffusa una vera e propria paranoia, perché nessuno sa cosa aspettarsi. Il rischio è che qualche commerciante reagisca e vada oltre.
IL DASPO
Sulla questione a livello politico si muove Forza Italia, chiedendo il Daspo urbano, che consente di allontanare da un determinato luogo una persona per motivi di ordine pubblico: «Abbiamo presentato un’interpellanza, per capire se sono stati presi nei confronti del pluricriminale i provvedimenti previsti dal decreto sicurezza – scrivono i consiglieri comunali Simone Testai e Sabrina Ramello – Il soggetto in questione ha più volte terrorizzato i cittadini dando in escandescenze, danneggiando auto, occupando abusivamente immobili, oltre agli ultimi atti criminali ancor più gravi anche con aggressione ad una commessa. Il livello di sopportazione dei fucecchiesi è colmo: le autorità intervengano prima che si possano creare danni irreversibili. Non aspettiamo che “ci scappi il morto” per poi correre ai ripari».
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