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Pontedera

A Lari sfornano un panettone... di bronzo: Bernardeschi terzo ai Mondiali

Francesco Turchi
A Lari sfornano un panettone... di bronzo: Bernardeschi terzo ai Mondiali

Il pasticciere che continua a collezionare medaglie internazionali dopo i riconoscimenti per la colomba e il pane 

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CASCIANA TERME LARI. Di professione fa il pasticciere, ma ormai ha un medagliere tale da fare invidia alle stelle delle sport. Perché nel suo “regno”, all’ombra del Castello dei Vicari, sforna prodotti che fanno leccare i baffi a livello mondiale.

Non è uno slogan da spot, ma la “fotografia” della serie di riconoscimenti conquistati negli ultimi anni da Stefano Bernardeschi. Che, proprio domenica scorsa, ha conquistato insieme al figlio Tommaso, la medaglia di bronzo al “Campionato mondiale” del panettone classico. Con lo splendido Palazzo Rospigliosi a fare da cornice all’evento una giuria e una giuria formata da dieci campioni del mondo di pasticceria (oltre al presidente Roberto Lestani, c’erano Matteo Cutolo, Paolo Molinari, Enrico Casarano, Claudia Mosca, Gianluca Cecere, Francesco Luni, Luca Borgioli, Pasquale Pesce e Ruggiero Carli) che ha deciso le classifiche delle varie categorie (le altre erano “decorato”, “innovativo” e “gluten free”).

E il panettone griffato Bernardeschi è riuscito a salire sul podio, scendendo un gradino rispetto al secondo posto conquistato a Cinecittà nell’edizione 2020 della stessa kermesse internazionale.

Due medaglie mondiali dal sapore natalizio, che vanno ad aggiungersi al bronzo conquistato con la colomba pasquale all’albicocca e cioccolato nel concorso “I migliori dolci italiani 2019”.

Una galleria di riconoscimenti ulteriormente arricchita dal titolo “Ambasciatore del pane”, dopo aver presentato alla Divisione Italia del gruppo “Ambassadeurs du Pain”, un pane preparato con quattro farine toscane antiche e uno preparato con due tipi di farina di grani toscani: prodotti che gli avevano permesso di staccare il pass d’ingresso nel “club” dei circa cento panettieri al top a livello nazionale.

Pane, colombe e, appunto, panettoni. Un tris di specialità che riempie di orgoglio l’artigiano di Lari, che di recente è diventato anche presidente Cna Dolciari panificatori Pisa: «Anche stavolta è stata una bellissima esperienza, con oltre trecento partecipanti da tutto il mondo. Dopo una prima selezione siamo rimasti in 150. E poi è arrivata la medaglia di bronzo».

Merito (anche) della qualità degli ingredienti dal disciplinare per la produzione del panettone, a cominciare dal lievito madre (e dai piccoli-grandi segreti del mestiere): «Nei limiti del possibile cerco sempre di utilizzare prodotti di zona, della Valdera in particolare o comunque italiani. Cerco il meglio. Il miele, per esempio, lo compro a Lari, la farina è italiana così come i canditi. L’uvetta, invece, è australiana, perché è la migliore sul mercato. Dall’estero arriva anche il burro, per una questione di qualità: quello prodotto in Italia non raggiunge certi livelli». Ma Stefano guarda già avanti: «Parteciperemo alla decima edizione della “Tenzone del panettone” a Parma, il 13 e 14 novembre, con mio figlio Tommaso tra gli Juniores (fino a 31 anni, ndr). Sono orgoglioso che lui abbia scelto di portare avanti una tradizione familiare che va avanti dal 1927».

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