Sicurezza
Terapia sub-intensiva a Volterra L’Asl: presto quattro posti letto
L’annuncio durante la riunione della Consulta, progetto in fase di approvazione Benini e Moschi: «È un primo passo ma serve un confronto costante»
volterra. In arrivo all’ospedale di Volterra quattro letti di terapia sub-intensiva con gli anestesisti, che saranno utilizzati sia per le operazioni di media complessità, sia per i casi di rischio: il progetto è in fase di approvazione.
È quanto è emerso nel corso della riunione della Consulta sanità, in Torre Toscano, che ha visto per la prima volta la presenza dell’Asl.
«La presenza dei rappresentanti dell’Azienda ha permesso di iniziare un lavoro di ascolto ma anche di proposta e di richiesta. Il nostro punto di partenza è quello di conoscere, ma anche di partecipare al processo di determinazione e studio sul progetto dei 6 milioni di euro previsti per l’ospedale di Volterra. Una progettualità che non può essere calata dall’alto». Così Paolo Moschi, capogruppo di “Uniti per Volterra” e Roberta Benini, capogruppo di “Per Volterra”, in un comunicato congiunto delle due forze di opposizione.
«I 4 letti di sub-intensiva rappresentano un passo in avanti che stiamo aspettando da tempo, certi che da qui potrà anche ripartire l’appetibilità del nostro ospedale per i professionisti, consapevoli però che non possiamo mollare sul fatto che, a fianco della predisposizione dei letti, occorre che sia individuato anche personale dedicato. Inoltre abbiamo chiesto che si possano affrontare alcuni temi in maniera condivisa e che Asl possa continuativamente instaurare un dialogo con la Consulta. La soluzione di creare dei gruppi di lavoro, dove sviscerare alcune singole tematiche è stata quella più credibile».
Tuttavia Moschi e Benini, sottolineano che la riunione rappresenta un punto di partenza di un percorso che presenta ancora «tanti punti oscuri. Adesso, senza perdere tempo, dobbiamo scendere nel dettaglio dei problemi, delle prospettive di soluzione delle criticità e dello sviluppo delle potenzialità, integrando le richieste del territorio con le esigenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non dobbiamo accontentarci delle molte dissertazioni generiche sulla gestione del sistema sanitario generale, ma chiedere che vengano affrontati i temi del presidio volterrano e del territorio, senza tagli di servizi o personale, insistendo con determinazione affinché i cittadini della Valdicecina possano usufruire, al pari di altri centri più popolosi, di quel servizio sanitario che deve essere al servizio della collettività. Per questo occorre un confronto continuo».
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