Sicurezza
Intanto è tempo di sagre in cinque frazioni del comune
san miniato. La dimostrazione del fatto che il tartufo sanminiatese faccia già la sua discreta figura in tavola la si è avuta l’altra sera in occasione della prima delle conviviali d’autunno organizzate dal ristorante “Il Convio” con la collaborazione e la supervisione dell’enogastronomo Enrico Bimbi.
Un’iniziativa che ha riscosso un grande successo, tanto che il titolare del locale Stefano Pacchi, “sepolto” dalle richieste di partecipazione dei clienti, ha dovuto concedere un bis, previsto per venerdì 15 ottobre.
Tra la tartare di manzo con uovo di quaglia, i ravioli artigianali dal cuore verde e la guancia brasata con polenta “firmati” dallo chef Stefano Scarfalloto, ai commensali sono stati ricordati dalla Fondazione San Miniato Promozione gli appuntamenti clou che in questi giorni hanno per protagonista indiscusso il tartufo. Quest’anno infatti cinque frazioni del comune della Rocca federiciana anticipano l’atteso appuntamento della Mostra nazionale con altrettante sagre paesane.
Come da tradizione inizia La Serra, poi tocca a Corazzano e (in questo weekend) a Balconevisi, terra di tartufai e commercianti di tartufo. Dopo è il turno della parte industriale di San Miniato, che comunque nasconde e riserva belle sorprese per quanto riguarda il tartufo: Ponte a Egola. Qui addirittura i weekend dedicati alla pepita bianca sono due: 23-24 ottobre e 30-31 ottobre, grazie all’impegno degli organizzatori dell’associazione “La Ruga”. Lo scorso anno questa fu la prima sagra della stagione 2020 ad essere fermata a causa della seconda ondata di contagi da Covid. Dopo Ponte a Egola toccherà a San Miniato Basso, dove si racconta sia nata la leggenda del burattino più famoso del mondo, Pinocchio, che è anche il vecchio nome di quello che a inizio Novecento era un agglomerato di case. Appuntamento con la Sagra del Tartufo al Pinocchio il 7 novembre, una settimana prima dell’inizio della madre di tutti questi eventi: la Mostra mercato.
Cri.Mar.
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