Gioco
Il tartufo migliora di giorno in giorno: quotazioni tra 2.000 e 2.200 euro al chilo
Auspicabili un abbassamento delle temperature e qualche temporale in più in vista dell’apertura della Mostra nazionale di San Miniato
SAN MINIATO. Le colline sanminiatesi vengono pian piano ammantate dal loro profumo più caratteristico. Più tipico. Dall’afrore del tartufo, il re della tavola. La stagione è cominciata a rilento, ma ogni giorno si stanno registrando dei miglioramenti consistenti, sia per quanto riguarda il sapore, sempre più marcato e convincente, che per il livello olfattivo, decisamente più penetrante rispetto a qualche settimana fa. Se il clima comincerà a recitare il ruolo di partner affidabile ci saranno tutti i presupposti affinché la raccolta sul territorio possa rappresentare il degno “lancio” della Mostra nazionale del tartufo bianco. Tre i fine settimana in cui il centro storico si vestirà a festa: 13-14, 20-21 e 27-28 novembre. Si tratta dell’edizione numero 50, la stessa che sarebbe dovuta andare in scena lo scorso anno. Il tema – confermato rispetto al 2020 – sarà “il tartufo declinato al femminile” e saranno presenti figure di spicco del mondo accademico, sportivo, culturale e non solo. Contemporaneamente ci saranno gli stand dove assaporare e acquistare il tartufo. Insieme al tartufo si potranno apprezzare le migliori eccellenze dell'agroalimentare italiano. Gli chef presenti animeranno gli oltre due chilometri di laboratorio del gusto a cielo aperto che negli anni d’oro vedevano arrivare a San Miniato oltre 60.000 visitatori. La Mostra, quest’anno, è stata ovviamente ridisegnata in base alle normative attuali anti-contagio.
«Mi auguro vivamente – afferma Claudio Savini, patron della Savitar – che la stagione del tartufo possa entrare al più presto nel vivo, accompagnando così la marcia di avvicinamento alla Mostra nazionale. Ogni giorno il tartufo sanminiatese migliora sempre di più, nell’odore e nel sapore. Certo è che il tempo dovrebbe darci una mano: sarebbero auspicabili un ulteriore abbassamento della temperatura e qualche ora di pioggia abbondante in più».
«La stagione – è l’allarme di Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa e Coldiretti Toscana – partirà più tardi per finire prima e questo avrà inevitabilmente una ripercussione sia sulle quantità raccolte, sia sul prezzo. Anche il tartufo segue il meccanismo della domanda e dell’offerta. Le scarse piogge e la siccità non hanno favorito il naturale sviluppo e la maturazione con la stagione di raccolta che tradizionalmente inizia nella metà di settembre. Il prelibato e pregiato tartufo bianco si sta facendo attendere».
La posizione di Coldiretti è un po’ troppo pessimista. Filippi parla della quotazione del tartufo di Aqualagna, che sarebbe tra i 4.000 e i 4.500 euro al chilo. Un’esagerazione, dal momento che attualmente nel Sanminiatese un chilo di tartufi locali è sul mercato a un prezzo oscillante tra i 2.000 e i 2.200 euro.
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