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Da Fabbrica a Creta per alimentare la “Fiamma dell’amore” dei donatori di sangue

Massimo Braglia
Da Fabbrica a Creta per alimentare la “Fiamma dell’amore” dei donatori di sangue

Delegazione Fratres ospite a Retymo nell’ambito del gemellaggio con il gruppo locale “Dotes Zoes”: «Un’esperienza straordinaria» 

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PECCIOLI. «Una straordinaria esperienza, sul piano umano, ma anche importante perché abbiamo imparato molto»: c’è entusiasmo e gratitudine, tra i donatori di sangue del Gruppo Fratres di Fabbrica, per l’esperienza fatta nell’isola greca di Creta, nel paese di Retymo, nell’ambito del gemellaggio nato l’anno scorso con il locale gruppo “Dotes Zoes”, cioè Donatori di vita.

Nel luglio scorso erano arrivati a Peccioli, ospiti dell’amministrazione per quattro giorni, una ventina di associati del gruppo ellenico. Questa volta, da venerdì 8 a lunedì 11, a compiere il viaggio inverso, verso Creta, una delegazione dei Fratres di Fabbrica, invitati nell’ambito della “Marcia della fiamma dell’amore”, intesa come fiamma del volontariato. Spiega Matteo Salvadori, segretario del Gruppo Fratres di Fabbrica: «Il gemellaggio nasce da un’idea del consiglio dello scorso ottobre, nel 2020: il gruppo avrebbe festeggiato il 45° anno di fondazione, il 1975 ma non potendo fare particolari festeggiamenti a causa della pandemia, abbiamo ideato questo progetto di gemellaggio con una realtà estera; abbiamo pensato alla Grecia come un Paese che potesse trarre benefici dalla nostra esperienza. Così – aggiunge – abbiamo contattato l’ambasciata italiana di Atene, che ci ha fornito gli indirizzi di una serie di realtà associative. Abbiamo scritto a tutte, ci ha risposto Podea che, dopo alcune consultazioni, ci ha indicato il gruppo di Retymo, giovane e dinamico, nell’isola di Creta, fondato nel 2014».

Da lì è partito tutto, con la prima tappa del gemellaggio lo scorso luglio e un secondo momento più istituzionale previsto il prossimo anno. Ma intanto, la “Fiamma dell’amore” ha consentito una prima presa di contatto anche a Creta. Nella delegazione partita da Peccioli erano presenti, oltre allo stesso Salvadori, anche il console onorario greco di Livorno, la signora Elena Konstantos, il presidente dei Fratres Daniele Mangini, e tre giovani volontari: Christian Giuntini, Tommaso Molesti, Martina Nencini.

“La fiamma dell’amore”, spiega ancora Salvadori, è una sorta di festa della donazione di sangue: «In Grecia non c’è un’organizzazione capillare come in Italia, non ci sono centri trasfusionali diffusi. La raccolta del sangue è più complicata, ma questo aguzza l’ingegno: e così, organizzano varie giornate del donatore “porta a porta”, in sostanza hanno una struttura mobile, prendono contatti con un’azienda, un circolo ecc. , si presentano e in quella giornata raccolgono il sangue “a domicilio”. Una modalità che può essere di insegnamento anche per noi che abbiamo strutture molto più consolidate, ma che permette di avvicinarsi ancora di più alle persone».

Emblematico il nome del gruppo cretese, “I donatori di vita”. E un gemellaggio proficuo che, aggiunge Salvadori, ha acceso l’attenzione dell’ufficio di Roma della Commissione europea, che a luglio ha patrocinato il primo evento.

Commissione europea che sarà nuovamente coinvolta il prossimo anno quando, come detto, una delegazione dei Fratres di Fabbrica tornerà a Creta, dai Donatori di vita del presidente Nikos Koulentakis. Conclude Salvadori: «Torniamo da questa esperienza di amicizia, volontariato, e donazione, arricchiti da uno scambio di conoscenza dell’altro e degli altri, fondamentale sia per noi che per loro: c’è sempre da imparare».


 

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