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Pontedera

«Da Perignano un modello per le scuole della Toscana»

«Da Perignano un modello per le scuole della Toscana»

Alla paritaria i bambini scelgono il colore del grembiule 

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CASCIANA TERME LARI. «Apprezzo molto questa scelta. È un segnale di rispetto della libertà delle più piccole e dei più piccoli e un forte stimolo al superamento degli stereotipi. Sarebbe bello, naturalmente nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, che una scelta di questo tipo si diffondesse sempre di più nelle scuole paritarie e pubbliche della Toscana, perché può dare un contributo importante all’affermazione di una società aperta, libera da stereotipi e discriminazioni». L’assessora regionale Alessandra Nardini ha fatto visita ieri mattina alla scuola dell’infanzia paritaria Santa Lucia di Perignano, di proprietà della parrocchia e gestita dalla cooperativa Il Cammino. Che – come ha raccontato Il Tirreno nell’edizione di martedì scorso – ha deciso di lasciare ai bambini la libertà di scegliere il colore del grembiule: basta con l’obbligo del rosa per le femmine e dell’azzurro per i maschi: «Proviamo – ha spiegato la coordinatrice Lisa Dei – a educarli al rispetto dell’altro. Il colore predefinito in base al genere è un concetto che va scardinato».

Presente ieri mattina nella scuola di Perignano anche il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni: «Con la sua presenza, Nardini testimonia la vicinanza della Toscana ai sistemi di educazione e istruzione più avanzati e di qualità. Anche in questa circostanza, con un gesto semplice e naturale come quello di superare rigide sovrastrutture culturali quale è l’imposizione del colore dei grembiuli dei bambini, la Santa Lucia si è dimostrata una realtà coraggiosa e libera, caratteristiche essenziali per garantire un sistema di istruzione di qualità che contribuisca alla formazione di adulti liberi, educati alla diversità e soprattutto felici».

«Riteniamo fondamentale – ha spiegato Matteo Lami, presidente della cooperativa Il Cammino – lasciare libertà di scelta cercando al contempo di superare alcuni stereotipi dettati dalla storia e dalla società. Da tempo i bambini avevano fatto richieste di cambiamenti cromatici e quest’anno abbiamo accolto la loro richiesta senza restrizioni e obblighi. Così ci siamo trovati di fronte a bambini che hanno scelto il giallo, il rosso oppure il verde, così come a bambine che hanno optato per il celeste, il verde oppure il viola. Ovviamente ci sono bambini che scelgono il celeste e bambine che hanno scelto il rosa. Per noi non è importante il colore che preferiscono, ma la possibilità che hanno di scegliere in libertà. Crediamo che facendoci promotori e portavoce di questa scelta educativa si possa insieme essere da stimolo ad altre realtà».

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