Sicurezza
Resta la sospensione a carico dell’istruttore condannato per violenza
san miniato. Resta la sospensione fino alla fine del procedimento penale per un istruttore che nel 2020 fu condannato a cinque anni per violenza sessuale aggravata nei confronti di una 15enne - siamo nel 2011 - durante un camp estivo a Orbetello.
La corte d’appello sportiva federale ha respinto il ricorso del 41enne che sta affrontando il processo di secondo grado a Firenze.
Per la giustizia sportiva l’istruttore non può tornare a esercitare la sua attività in attesa della sentenza definitiva su un fatto che se accertato fino in Cassazione porterebbe l’imputato a scontare la pena in carcere.
Quella della sospensione è una misura cautelare adottata dalla giustizia sportiva a tutela dei potenziali allievi e allieve dell’uomo.
L’episodio risale all’estate 2011 durante uno stage a Orbetello (omettiamo la disciplina sportiva per non rendere identificabile l’atleta vittima di abusi, ndr). L’istruttore all’epoca faceva parte di una società sportiva di San Miniato che aveva scelto la località di mare per una trasferta tra sport e turismo. L’incontro sarebbe avvenuto al termine di una giornata di allenamenti-gare (il camp era articolato in più giorni). Nel ritornare in camera, la ragazzina sarebbe stata prima baciata, denudata e costretta a un rapporto sessuale completo da parte dell’uomo.
Un abuso ancora più grave, proprio perché commesso dall’allenatore della giovane atleta, al quale l’allora minorenne era stata affidata. La querela era stata presentata un anno dopo, quando un medico si era accorto che c’era qualcosa che non andava e da lì erano scattate le indagini. Il 41enne ha sempre negato di aver commesso quel reato tanto odioso.
Le accuse si basavano soprattutto sul racconto della ragazza che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. Per i difensori la sua versione conterrebbe alcuni «elementi di criticità».
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