Attenzione
Con Pisa è scontro aperto sulla conferenza educativa
Il Comune capoluogo sorpassato in pochi mesi nella presidenza e nelle scelte Gli enti hanno approvato una convenzione “cascinese”. E Munno riduce i fondi
Libero Red Dolce
cascina. Prima ha perso la presidenza della Conferenza zonale per l’educazione con un voto a maggioranza. E l’ha presa Cascina. Poi si è vista approvare una convenzione per la gestione delle attività relative all’educazione dismesse dalla Società della salute. E l’unica proposta in campo era quella di Cascina. E così Pisa, sorpassata due volte, ha reagito non portando in consiglio comunale la convenzione per l’approvazione. Unico Comune della conferenza pisana (c’è anche Vecchiano, ma è diverso).
È un incrocio di spade tra i primi due Comuni della provincia e, di fatto, tra i due assessori all’istruzione. Sandra Munno, per Pisa, e Claudio Loconsole, per Cascina. Quest’ultimo è subentrato proprio alla collega alla guida della Conferenza qualche mese fa.
Le tensioni sono ritornate a galla nell’ultimo consiglio comunale cascinese, con i consiglieri di minoranza Paolo Lazzerini e Leonardo Cosentini che hanno difeso la posizione dei vicini pisani. Il primo parlando di un «colpo di mano» di Loconsole, accusandolo del fatto che il Comune di Pisa «uscirà per causa sua e dei sindacucci dei comuni limitrofi. Lasciando a Cascina più spese». Ma su cosa, di preciso, si sta discutendo?
L’obiettivo della convenzione è quella di prendere in carico il lavoro finora svolto dalla Società della salute. Attività di gestione dei progetti di area, gli spazi e i servizi per personale Cred, che finiscono a Cascina, la gestione degli sportelli per il supporto psicologico e la formazione da zero a sei anni. Insomma una serie di attività importanti per le scuole.
Quattro comuni su sei hanno approvato la convenzione. Vecchiano ancora no, per via delle elezioni. Ma la giunta ha fatto capire che lo farà a breve. Pisa invece si è messa di traverso, chiedendo un voto unanime. Di fronte al consiglio comunale Loconsole ha sostenuto che «Cascina ritorna a essere un centro in cui la conferenza zonale si esprime e ha un ruolo, riconosciuto e retribuito, da parte degli altri Comuni». Ci sarà un dipendente pagato all’82% che lavorerà al Comune di Cascina per tutti i Comuni della zona pisana, con la responsabilità dei fondi e della loro rendicontazione.
La conferenza è finanziata da fondi regionali per l’85 per cento e dei Comuni per il 15. Per quanto riguarda la sua parte Pisa ha annunciato che diminuirà la sua quota al minimo consentito. Finora la consuetudine ha voluto che mettesse almeno il doppio, così come altri Comuni.
«La convenzione di Cascina è stata votata in tutta fretta in una riunione dove non era nemmeno all’ordine del giorno. Io ero in ritardo per problemi tecnici, ma hanno votato dopo un minuto e mezzo. Avevamo fatto presente che Pisa avrebbe portato una sua proposta, ma a quel punto che senso aveva?», si domanda l’assessora Munno. «Ci sono lacune dal punto di vista tecnico e l’uscita della Sds poteva essere l’occasione per farlo. Pisa dovrà pagare al 46 per cento un dipendente di Cascina e però non abbiamo voce in capitolo in un organo collegiale. Perché? Con questa convenzione ci portiamo dietro criticità del passato che andavano ridiscusse. Pisa, in ogni caso, rimane dentro la conferenza».
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