Il Tirreno

Pontedera

Tamburi e gigantografie per un viaggio nel tempo tra i barcaioli-eroi dei quattro popoli

Giacomo Pelfer
Tamburi e gigantografie per un viaggio nel tempo tra i barcaioli-eroi dei quattro popoli

Niente temi storici ma tanto pubblico per la tradizionale sfilata del Palio Il format ha fatto comunque breccia nel cuore dei castelfranchesi 

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storia e colori

A vincere alla fine è stata la voglia di palio. Nonostante la pandemia, i timori, ma allo stesso tempo il rammarico per una corsa tristemente senza pubblico (poi vinta da San Bartolomeo, mentre San Pietro a Vigesimo ha fatto la doppietta mini-Palio e Palio rosa), Castelfranco ha comunque risposto al richiamo del suo evento, al boato dei tamburi e ai colori delle bandiere, regalando un bel colpo d’occhio di pubblico durante la sfilata di domenica mattina. Tanta gente lungo la “croce” medievale del paese, che le contrade hanno percorso prima in un verso e poi nell’altro con i propri musici, porta colori e sbandieratori. Dietro di loro mancava il classico tema storico, ma in compenso c’erano le gigantografie di tutti i traguardi vincenti che i rematori e le rematrici hanno segnato nella storia del Palio. Un viaggio nel tempo che ha permesso di rivivere la storia della corsa secondo l’ordine di sfilata dettato dall’ordine d’arrivo dell’ultima edizione, quella del 2019. In testa San Bartolomeo, che ha portato in sfilata i trionfi di Maurizio Ciaraolo e Luca Chiti (vincitori nel 1990), dei fratelli Manuele e Andrea Beconcini (1996 e 1999), di Manuele Beconcini con Matteo Pertici (2003), di Andrea Telleschi e Alessio Floria (2014) e quindi di Stefano Veltri ed Elia Ciaraolo (2016, 2017, 2019, con il poker che è arrivato poche ore dopo la sfilata).

Per il Palio Rosa, istituito dal 2008, c’erano le foto di Sara Gonnella e Jessica Chiti (2014) e di Elisa Cetti e Jessica Della Polla (2017). Il viaggio amarcord di San Michele è iniziato invece con i volti di Claudio Galoppi e Simone Taddei, vincitori delle edizioni 1988, 1989 e 1991, seguiti dall’inossidabile Alessandro Trivella, 5 palii vinti in coppia con Calogero De Maria (1992), Alessio Gragnoli (1995 e 1997), Paolo Tamberi (2001) e Giuseppe Trovato (2002), a cui si aggiungono i successi di Paolo Tamberi e Sandro Corsi (2000), di Simone Brogi e Giuseppe Trovato (2004) e di Alessia Buggiani ed Elisa Carnasciali nel Palio Rosa 2011. Nel corteo di San Martino, poi, si è rivista anche la prima edizione del 1987 vinta da Antonio Papini e Giuseppe Foggi, seguiti da Tiziano Salvadori e Alessandro Lami (1994), Sandro Pisano e Antonio Storti (2005, 2006, 2007 e 2010), di nuovo Storti con Alessandro Guerri (2011, 2012 e 2013) e infine Samuele Campinotti e Daniele Quarta (2018). Per la corsa al femminile i verdearancio hanno sfilato con i traguardi di Federica Balestra e Ombretta Pantani (2008 e 2009), di Ambra Picchi sempre con Pantani (2011) e di Letizia Toni e Cassandra Gualtieri (2012 e 2013). Infine San Pietro ha sfilato con le gigantografie dei fratelli Massimiliano e Luca Pistolesi (primi “eroi” del popolo biancoceleste nel 1993), seguiti da Mirko Toni e Yuri D’Onofrio (vincitori nel 2008, 2009 e 2011), da Luana Novi ed Elisa Dini (Palio Rosa 2010), Caterina Giuntoli e Diletta Macchi (2016) e la stessa Macchi con Francesca Marcori (2018, 2019 e proprio domenica scorsa).

Giacomo Pelfer

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