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«Sviluppo e ambiente, Ecco la ricetta del bis»
Incassata la seconda legislatura, si guarda ai fondi europei «Ma per prima cosa andrò nelle scuole dai nostri studenti»
Santa Luce. Secondo mandato consecutivo. Non sono ancora le 17 quando Giamila Carli (lista civica “Insieme per Santa Luce”), 59 anni, è ufficialmente sindaca, di nuovo, di Santa Luce con il 56,2% dei voti, come scriviamo a parte. «Sono felice e commossa, perché Santa Luce non delude mai e questa è la riconferma. Un paese fatto di persone pratiche, concrete che sanno valutare l’operato degli amministratori. Con il voto sono stati premiati il nostro buon operato e la buona politica», commenta “a caldo” la sindaca rieletta per la seconda volta di fila dopo il 2016 (aveva preso il 64,69%, cinque anni fa, ricordiamo). E aggiunge direttamente dal quartier generale, dalla sua sezione dove sta festeggiando con collaboratori, consiglieri e sostenitori poco dopo l’elezione: «Se me l’aspettavo? Non era facile, ma sì, abbiamo lavorato bene, non c’era motivo di cambiare e il voto ne è la conferma. Appena l’ho saputo mi sono fermata al seggio di Pomaia, dove sono nata e cresciuta. Il ringraziamento va a tutti quelli che mi sono stati vicini in questi anni e in questi mesi». Dalle prime reazioni al futuro prossimo. Domanda d’obbligo: quale sarà la prima cosa che farà, fresca di riconferma. «Una cosa che non ho potuto fare in campagna elettorale per non turbare gli equilibri e per non farmi vedere, appunto. Andrò nelle scuole, la prima cosa che farò sarà quella: farò visita agli istituti scolastici per partire subito a costruire il futuro», fa sapere Carli. Dai progetti a stretto giro alle visioni, gli impegni per il secondo mandato: «Vogliamo avere una visione di futuro, come nel 2016. Dobbiamo cercare di intercettare fondi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e portarli su questo territorio per investire in sviluppo, ambiente, turismo, agricoltura e innovazione, abbiamo lavorato molto su quest’ultimo aspetto e qui vogliamo fare la differenza. Un cambio di passo imposto dal mondo e dai giovani, se vogliamo lasciarli un contesto migliore per il futuro», conclude.
L.B.
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