La protesta
Mancano gli spazi, lo sport a rischio caos Corsa contro il tempo per il PalaZoli
L’obiettivo è riaprire entro dieci giorni: attesa per i risultati dei test, poi servirà l’ok di commissione e vigili del fuoco
Paola Silvi
pontedera. Conto alla rovescia per la riapertura del palazzetto dello sport. E corsa contro il tempo per dare una sistemazione a tutti gli atleti che hanno bisogno di palestre per gli allenamenti e le partite di campionato. Perché se ancora dal Comune non arriva la data ufficiale che conferma il restyling del PalaZoli, il mondo sportivo pontederese parla di metà ottobre. Quando tutto dovrà essere pianificato nel dettaglio. Con orari e luoghi definitivi.
Così, mentre si susseguono gli incontri tra l’amministrazione e le associazioni sportive per delineare il programma conclusivo, è il turno del popolo del volley. Dopo il nuoto, il basket e la ginnastica ritmica che già avevano denunciato la mancanza cronica di spazi nella città della Vespa, è la pallavolo che freme. In ansia per una situazione provvisoria che cambia di settimana in settimana e che costringe centinaia di famiglie a riprogrammarsi in base agli appuntamenti sportivi dei figli.
«Fino a metà settembre ci siamo allenati all’aperto, alla Bellaria. Quando il clima non l’ha più consentito siamo diventati itineranti». Così Paolo Nencioni, il presidente della Bellaria volley spiega l’organizzazione ballerina in cui si trovano. «Ogni sabato arriva il piano degli allenamenti per i sei giorni successivi. Gli orari e le palestre non sono quasi mai le stesse. Per alcune ragazze che vengono da Peccioli, da Casciana Terme è un problema non riuscire a prevedere con un po’ di margine gli spostamenti così come l’avviso all’ultimo momento di ora e luogo, è di difficile gestione per tutti quei genitori che lavorano e magari fanno i turni».
Un’imprevedibilità che tocca indistintamente ogni sport che necessita di impianti al chiuso. Democraticamente tutti coinvolti in questo gioco di incastri e improvvisazioni. Che però dovrebbe risolversi con la riapertura del palazzetto dello sport, al momento sotto esame per la stabilità e per la resistenza del materiale delle cupole.
Apertura sofferta ma sempre più vicina. «Appena avremo i risultati dei test di laboratorio convocheremo la commissione di vigilanza e ci rapporteremo con i vigili del fuoco. Se tutto andrà come previsto potremo riutilizzare la struttura», elenca l’iter burocratico Emilio Montagnani, consigliere con delega allo sport che però non si sbilancia sulle tempistiche. Anche se gli addetti ai lavori costruiscono gli orari ipotizzando di poter sfruttare il PalaZoli già da metà ottobre.
Ancora nessuna ufficialità insomma ma si programma con fiducia. Con la speranza di ripartire di gran carriera e spazzare via i disagi sofferti. Perché non è facile conciliare le esigenze e soddisfare le questioni dei tanti soggetti coinvolti. «Perché negli anni crescono le realtà sportive, ogni disciplina ha le sue specificità e l’uso promiscuo di palestre mette a dura prova la distribuzione e le disponibilità», dice Christian Martini, presidente della Bellaria Cappuccini che insieme al Comune, sta vagliando la gestione degli spazi e predisponendo un piano di attività. «L’intenzione è quella di accontentare ogni società sportiva che ruota attorno alle palestre della Bellaria, del Fermi, della Pacinotti, del classico e dell’Ipsia».
Ma i nodi da sciogliere non finiscono mai: «La Pacinotti, tanto per fare qualche esempio, è troppo piccola per accogliere le atlete che superano i 16 anni. Le società come l’Era volley, l’Ambra Cavallini e la stessa Bellaria volley che hanno squadre rispettivamente in serie B1, B2 e D devono giocare il campionato nei palazzetti. E ancora, le serie minori possono usare la Fermi. È chiaro – conclude Martini – che le società siano stanche ma le regole sono regole».
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