Il Tirreno

Pontedera

la lottizzazione di visignano: la sentenza 

Case senza fogne, condannato il costruttore

Pietro Barghigiani

Pena di 18 mesi per truffa a carico dell’imprenditore-venditore. L’accusa: ha nascosto la mancata abitabilità degli immobili

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Pietro Barghigiani

cascina. La condanna a un anno e mezzo per il costruttore-venditore e l’assoluzione per il professionista che aveva curato la documentazione sulla conformità degli immobili.

È la sentenza emessa dal giudice Beatrice Dani (pm onorario Mariangela Mosca) a carico dell’imprenditore Alessandro Rotolo, 58 anni, di Cascina, riconosciuto colpevole del reato di truffa ai danni delle sei parti civili, gli acquirenti degli appartamenti di via Castelsardo a Visignano che rivelarono fin da subito pesanti anomalie a livello di abitabilità. Assoluzione per il geometra Michele Del Torto, 55 anni, cascinese, a giudizio per falso ideologico perché, secondo l’accusa, «aveva emesso nei confronti delle parti civili (acquirenti, ndr) certificazioni di abitabilità che attestano falsamente la conformità degli immobili alle norme igienico-sanitarie». Un reato non provato durante il dibattimento che si è concluso con l’assoluzione del professionista difeso dagli avvocati Stefano Tovani e Marco Salvatelli. Il giudice ha, invece, ritenuto provata la responsabilità del costruttore Rotolo, assistito dall’avvocato Luca Poldaretti, e nel dispositivo ha subordinato la condizionale al pagamento di una provvisionale di diecimila euro per ogni parte civile (in tutto sono 60mila euro). I sei danneggiati per aver comprato una casa priva di abitabilità erano tutelati dagli avvocati Fabrizio Bartelloni, Irena Braca e Alessandro Frangiamore. La storia è quella della lottizzazione di Visignano. Le famiglie in pratica avrebbero acquistato le case senza gli scarichi fognari. Un conto complessivo di oltre 1,2 milioni di euro per beni con disagi e invendibili.

Per l’accusa l’imprenditore, «in qualità di amministratore unico e rappresentante legale della Arp Real Estate srl aveva garantito alle parti offese il rilascio della certificazione di abitabilità dei fabbricati acquistati e poi aveva prodotto agli stessi una ricevuta di protocollo del Comune di Cascina attinente ad una richiesta di certificazione di abitabilità carente di un’ultima pagina all’interno della quale si sarebbero dovuti riportare gli estremi dell’autorizzazione per l’allacciamento degli scarichi proveniente dal fabbricato alla fognatura. In tale completa certificazione Rotolo aveva attestato il possesso da parte degli immobili venduti di tutti i requisiti tecnico normativi previsti per l’ottenimento della abitabilità. Così facendo ha dissimulato fatti e circostanze che non avrebbero indotto le parti offese a concludere alle stesse condizioni i contratti di vendita».

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