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Soldi dimenticati in 50 conti “dormienti” Ecco come richiederli

Marco Pagli

L’elenco al Consap, i titolari o gli eredi possono reclamarli Ecco i nomi degli intestatari, il rischio è che vadano perduti 

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Marco Pagli

volterra. Nel 2020 in Valdicecina sono entrati in stato di “dormienza” 50 rapporti. Conti correnti, libretti di risparmio sia bancari che postali, certificati di deposito, buoni fruttiferi postali, obbligazioni, fondi di investimento e azioni. Dentro all’elenco redatto da Consap – la società partecipata a cui il ministero delle Finanze nel 2010 ha affidato le domande di rimborso dei cosiddetti “conti dormienti” – c’è di tutto. In poche parole si tratta di soldi depositati in una banca, alla posta o presso una società finanziaria che da dieci anni non sono stati toccati e per questo sono stati depositati dagli istituti di credito in un fondo pubblico gestito appunto da Consap. Soldi dimenticati, ma che possono essere recuperati con poche semplici operazioni. Ogni anno sul territorio sono decine i rapporti intestati a risparmiatori che finiscono in stato di dormienza, nonostante gli istituti abbiano avvisato preventivamente i titolari della situazione, e che vengono affidati a questo fondo. In moltissimi casi si tratta di depositi postali o bancari aperti da persone ormai decedute, dei quali gli eredi non sanno niente e che rischiano di essere definitivamente persi.

Sì, perché una volta che i soldi sono stati affidati a Consap c’è tempo dieci anni (in questo caso fino al 2030) per reclamarli prima che vengano definitivamente acquisiti dall’Erario e non sia più possibile rientrarne in possesso.

La società partecipata dal ministero pubblica gli elenchi, specificando nome, cognome, luogo e data di nascita, istituto di credito dove il rapporto era stato aperto e numero identificativo. Non la cifra, però. Seppure questa è di certo superiore ai cento euro, dal momento che per importi inferiori l’istituto di credito non è tenuto a trasmettere la somma alla società. Nei dieci comuni dell’area i nominativi sono 45, ma alcuni di loro hanno più di un conto intestato (in questo caso in tabella è riportato il numero tra parentesi).

La persona più anziana presente nell’elenco è del 1912, è una donna ed è nata a Volterra. Poi ce n’è un’altra nata nel 1918. Quindi nella decade successiva, quella di chi oggi avrebbe tra novanta e cento anni, ce ne sono altre otto. In tutto sono una ventina coloro che al momento avrebbero più di ottant’anni. Probabile che alcuni di loro siano deceduti. Ma non per questo si devono considerare persi i fondi: gli eredi, infatti, nel caso in cui ritrovassero il nome del proprio congiunto nell’elenco possono recuperare le somme. Di contro, non manca chi ha un’età meno avanzata. Il più giovane titolare di conti dormienti è del 1994, mentre altri sono nati negli anni Ottanta. Magari il libretto postale aperto dai nonni o dai genitori per pagare le rette dell’università o per comprare l’auto nuova una volta conseguita la patente. Soldi risparmiati e lasciati su un conto, da cui però non sono stati fatti più prelievi, né versamenti.

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