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Autobus, un mese al gestore unico ma c’è ancora molta incertezza

Andreas Quirici
Autobus, un mese al gestore unico ma c’è ancora molta incertezza

Valdicecina inserita tra le aree a domanda debole, escluse dal contratto con Autolinee toscane

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Andreas Quirici

VOLTERRA. Un mese all’ingresso di Autolinee toscane nella gestione del trasporto pubblico regionale. Ma le incertezze per le aree a domanda debole, quelle in cui di viaggiatori ce ne sono pochi come in tantissimi casi della Valdicecina, sono ancora numerose. Dal primo novembre non cambierà sostanzialmente nulla, intendiamoci. Ma quando durerà questa fase transitoria tra l’inizio ufficiale del contratto col gestore unico e l’avvio del nuovo corso è un’incognita.

«Parliamone»

Il consigliere di opposizione del consiglio comunale di Pomarance Loriano Fidanzi, capogruppo di Democrazia civica, butta sul tavolo della discussione istituzionale un concetto chiaro: «Non ne parla nessuno, ma la Valdicecina è praticamente esclusa dal lotto unico gestito da Autolinee toscane. Si rischia di non avere più autobus a disposizione o a costi ingestibili. Dobbiamo cominciare a confrontarci tra Comuni e tra enti sovracomunali per capire cosa accadrà al nostro territorio dal punto di vista del trasporto pubblico».

Differenze

Un tema che non riguarda solo l’area di Volterra, Pomarance, Montecatini e Castelnuovo. Ma anche numerose zone della Valdera e del Valdarno. «Il rischio di trovarsi impreparati in effetti c’è, perché il lotto unico è cambiato da quando è stato concepito nel 2014 a oggi quando è entrato in vigore dopo il lungo contenzioso tra Autolinee toscane e Mobit», sottolinea Massimo Ferrini, presidente di Tages, società di San Giuliano Terme che fa pianificazione dei sistemi di mobilità e che si è occupata del passaggio al gestore unico del trasporto pubblico, facendo consulenza per Province e Comuni. Secondo l’esperto, «nel 2014 i chilometri totali di percorrenza inseriti nel lotto unico erano 9,7 milioni all’anno contro i 9,1 milioni attuali. La differenza c’è, ma è più marcata nella suddivisione. Sette anni fa erano stati previsti 2,6 milioni all’anno per il ciclo urbano di Pisa, per esempio, e 6,6 chilometri all’anno per l’extraurbano. Oggi si parla di 5,8 milioni per l’area pisana, sempre per fare un esempio, e solo 3 milioni complessivi all’anno per l’extraurbano. Quest’ultimo elemento è quello che fa pensare che molte zone della provincia dovranno far parte della contrattazione aggiuntiva con Autolinee toscane o altri soggetti per definire linee e costi».

Pericolo costi

Ed è proprio questo il nodo principale. Quando sarà fatta la contrattazione? O meglio, quando si comincerà a contrattare visto che, come afferma Fidanzi, ancora nessuno ne parla malgrado manchi solo un mese alla scadenza? «I costi sono un elemento importante – riprende Loriano Fidanzi – perché senza programmazione rischiamo di veder lievitare le spese da sostenere. Col rischio di dover rinunciare al servizio». Certezza, invece, su chi farà la contrattazione, come spiega ancora Ferrini: «Per le aree a domanda debole della Valdera escluse dal lotto unico, il referente sarà l’Unione Valdera. Per quelle di Valdicecina e Valdarno sarà la Provincia».

Cambiare è possibile

Questa vicenda è nata male, con il lungo contenzioso, e sta proseguendo non benissimo. «È vero – dice il presidente di Tages – ma c’è un esempio che dimostra quanto possa essere possibile fare una contrattazione con un esito positivo per cittadini ed enti locali. Mentre nella maggior parte della Toscana si attendeva l’esito della gara, nel 2015 otto Comuni del Mugello, tra cui Barberino e Borgo San Lorenzo, hanno aperto un bando per il servizio a domanda debole , assegnandolo a un gruppo di aziende consorziate e ottenendo buon prezzo e servizio che funziona. Tanto che hanno inserito da poco anche il trasporto degli studenti. Ciò dimostra che è possibile progettare anche il trasporto pubblico in aree a domanda debole. Ma occorre cominciare a parlarne. Cosa che, in questo momento, non sta avvenendo».

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