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Pontedera

Palestra Ipsia aperta, ma serve il PalaZoli

Paola Silvi
Palestra Ipsia aperta, ma serve il PalaZoli

Pierini (Juve basket): «È un sospiro di sollievo per gli allenamenti, ma per le partite occorre l’impianto principale»

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PONTEDERA. Uno sport completo e spettacolare. Che a Pontedera, solo nella società Stella Azzurra, coinvolge quasi 250 bambine. Dai 4 ai 17 anni. È la ginnastica che, nonostante sia meno pubblicizzata delle altre discipline, affascina e strega le atlete. Piccole farfalle in crescita, che volteggiano e saltano a corpo libero o con gli attrezzi. Uno sport che però fa molta fatica a sopravvivere.

«Non per problemi legati al numero di iscritti, che è evidentemente soddisfacente e neppure per i risultati che raggiungono i massimi livelli nei programmi federali ma soprattutto per questioni di spazio». Non ha dubbi la responsabile Claudia Peccianti che da tempo denuncia le difficoltà nel reperire palestre e orari per le sue allieve.

«Molte famiglie – spiega – scelgono la ginnastica ritmica per i loro figli già dall’infanzia perché unisce i diversi aspetti della preparazione di base, la coordinazione, la scioltezza, il lavoro muscolare e quello con la musica. Inoltre migliora il portamento ed è propedeutico a qualsiasi altra attività si voglia praticare in seguito».

E le adesioni rispecchiano le tante opportunità offerte. Ma, a un aumento nelle file delle ginnaste non corrisponde un piano di gestione delle palestre adeguato. «Ci hanno proposto l’impianto del liceo classico che avevamo a disposizione però per poche ore settimanali. Poi ci hanno indirizzato alla Maltagliata e ancora, cambiando i piani, al Fermi. Il venerdì pomeriggio – fa il quadro della situazione Peccianti – eravamo addirittura a Ponticelli, nel comune di Santa Maria a Monte, in un orario pomeridiano che tornava malissimo alle nostre bimbe che erano a scuola per il tempo prolungato».

Un’odissea, insomma, di incastri e spostamenti. Dove il luogo in cui allenarsi diventa prioritario perché deve rispondere anche a determinati requisiti. «Non solo è impensabile fare ginnastica all’aperto ma la palestra deve avere un’altezza di almeno otto metri e un campo di 13 metri per 13, per permettere il lancio degli attrezzi e le contemporanee rotazioni in area delle atlete».

E non è finita qui. «Ogni gruppo si allena dalle 9 alle 15 ore settimanali e negli weekend si svolgono le gare. Abbiamo bisogno di palestre idonee», ribadisce la responsabile.

Sorvegliato speciale diventa allora il palazzetto dello sport di via della Costituzione, intitolato al compianto dottor Emilio Zoli. «Se il palazzetto dello sport riaprisse – conclude Claudia Peccianti – potremmo tirare un sospiro di sollievo. Nella riunione che abbiamo avuto, insieme alle altre società cittadine, il Comune ci ha promesso che farà di tutto per rispondere alle nostre esigenze. Lo speriamo con tutto il cuore».

Paola Silvi

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