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Il doposcuola a Cascina parte a ottobre, ma il Covid rincara la mensa

Libero Red Dolce
Il doposcuola a Cascina parte a ottobre, ma il Covid rincara la mensa

Ancora non è certo il giorno di avvio: «Speriamo il 4». A causa della pandemia il Comune spende molto di più

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CASCINA. Con l’inizio di ottobre partiranno i servizi di pre e post scuola e quello di doposcuola per le famiglie che ne faranno richiesta. Non c’è una certezza precisa sul giorno di partenza dei due servizi, rimangono alcuni passaggi burocratici da risolvere. «Speriamo di riuscire a partire per il 4 ottobre con il pre-post», afferma l’assessore all’istruzione Claudio Loconsole. Il doposcuola probabilmente una settimana dopo.

L’autunno è il momento delle scuole. Non solo banchi, lezioni, amicizie che si riannodano. C’è tutto il mondo legato ai servizi e all’organizzazione delle famiglie, specie quelle con figli più piccoli. Da lì l’importanza della ripartenza di mense, scuolabus, doposcuola e servizi di sorveglianza.

Mense e scuolabus sono attivi. Questi ultimi tre giorni dopo l’inizio delle lezioni, la settimana successiva le mense. «L’organizzazione tempestiva di questi servizi, mensa e scuolabus, è fondamentale in tempo di pandemia. In tempi normali, per così dire, sono già importanti; a maggior ragione adesso». La pandemia però ha cambiato qualcosa, decisamente in peggio. L’organizzazione della mensa ha mutato le sue modalità e questo ha comportato un aumento dei costi. Non si possono usare i refettori per evitare assembramenti in luoghi chiusi e così i pasti vanno serviti in classe. Costi in più. C’è da prevedere la sanificazione. Costi in più. I piatti sono usa e getta (compostabili). Costi in più. E così le bottigliette. Indovinate? Costi in più.

Un aggravio sulle casse comunali di quasi mille euro al giorno. Secondo gli uffici una spesa da prevedere in bilancio di 150mila euro in più. A dimostrazione che garantire i servizi è un costo importante, da difendere, ma che è sempre esposto al rischio di rincari.

Passando al doposcuola, oggetto di scambi al vetriolo tra maggioranza e opposizione, una data certa ancora non c’è. I bandi degli istituti scolastici erano andati deserti, poi si è presentata un soggetto, a bandi scaduti, che prenderà molto probabilmente in carico il servizio. Partirà soltanto al De Andrè e al Borsellino, perché l’istituto Falcone ha molti tempi pieni. Il servizio funzionerà a fasce: si potrà chiedere la sola mensa oppure una copertura oraria di ora in ora, fino a un massimo di quattro.

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