Il Tirreno

Pontedera

parla il vincitore gavino sanna 

«Dopo l’incidente pensavo che la carriera fosse finita»

M.S.
«Dopo l’incidente pensavo che la carriera fosse finita»

2 MINUTI DI LETTURA





fucecchio. Una sentenza, c’è poco da fare: chi a Fucecchio monta Gavino Sanna, sa in partenza che lotterà per vincere.

Cinque apparizioni in Buca: terzo al debutto, poi primo, secondo e ancora primo con Sant’Andrea, la contrada che l’ha scoperto. Un anno di pausa per il Covid e soprattutto un grave incidente dopo, terza vittoria coi colori di Borgonovo su cinque presenze nell’ex cava d’argilla.

Gavineddu – nato nel 1988 a Burgos – è da domenica probabilmente il fantino ideale per la pista fucecchiese. Ha superato l’ultimo ostacolo: vincere pur avendo una contrada rivale ad ostacolarlo (o almeno a provarci). Come? Semplice, dribblandola. A marzo di quest’anno Gavino – sposato con Melania Picone e padre della piccola Maria – si trovava in un letto della terapia intensiva di Cisanello con fratture diffuse e un polmone schiacciato; ha rischiato la vita e anche di smettere di montare a cavallo. E invece è tornato più forte di prima.

«Quando mi sono svegliato in ospedale – racconta – soprattutto all’inizio ho pensato che la mia carriera fosse finita. Però, grazie a medici, infermieri e fisioterapisti che mi hanno seguito sono tornato quello che ero; me l’avevano promesso e così è andata, devo ringraziarli».

Gavino poi torna sulla sua corsa perfetta: «La mossa non è stata semplice, perché vedevo la rivale davanti a me immobile; così per capire come avrebbe reagito alla partenza, ne ho fatte due false. Poi al momento giusto ho fatto una finta di andare esterno, Botteghe è andata alta e sono passato da dietro; mi son trovato subito quarto, così ho iniziato a gestire pur avendo Porta Bernarda che per più di un giro mi ha dato filo da torcere. Io però sapevo di averne ancora, avendo risparmiato il cavallo in batteria. All’interno, invece, mi son trovato la Querciola che ha fatto traiettorie spettacolari, con un cavallo tra l’altro mio. Alla fine è andata più che bene».

Ma a chi dedica questa vittoria? «A mia moglie Melania, a mia figlia Maria, ai miei genitori Ludovico e Michela e ai miei suoceri Francesco e Maria. E ovviamente alla gente di Borgonovo, dopo 26 anni se lo meritavano. Con loro si è creato un bel rapporto, quindi quando ho visto che avevano Adone da Clodia, col quale avevo già vinto in ippodromo, non ci ho pensato due volte e ho accettato la loro proposta».

M.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web