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cambio al vertice 

Cassa di Volterra, va in pensione il direttore Picciolini

Andreas Quirici
Cassa di Volterra, va in pensione il direttore Picciolini

Verso una soluzione interna con la promozione di Pitti Ma l’incarico dovrà essere autorizzato da Banca d’Italia

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Andreas Quirici

VOLTERRA. Assunto nel 2003, diventato direttore generale nel 2017 e, da novembre, in pensione. Finisce l’era di Stefano Picciolini alla Cassa di risparmio di Volterra, dopo aver maturato i requisiti di legge per l’uscita dal mondo lavorativo.

Al suo posto si prefigura una soluzione interna con il vice direttore Stefano Pitti, anche per ora siamo solo alle voci interne, visto che questo genere di nomine devono passare al vaglio e all’autorizzazione di Banca d’Italia.

Picciolini è originario di Canosa Sannita, in provincia di Chieti, ed è arrivato all’istituto di credito di piazza dei Priori dopo un passato al Banco di Desio e Brianza e alla Banca di credito cooperativo di Carate Brianza. Dal 2003 è entrato nella banca allora diretta da Roberto Pepi, prima come responsabile della divisione sviluppo e gestione risorse, poi come responsabile dell’area risorse e, successivamente, con incarico di dirigente designato a cui è seguita la nomina di vice direttore.

Nel 2017, con il pensionamento di Pepi, attuale presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, Picciolini ne ha rilevato l’incarico, mentre Pitti è diventato il vice direttore generale.

È stato proprio Picciolini ad annunciare la sua uscita di scena nei giorni scorsi, durante una riunione con i titolari delle filiali e dei responsabili degli uffici presenti nella sede di piazza dei Priori.

Un passaggio non banale in un momento in cui la Cassa di risparmio di Volterra sta lavorando su più fronti. Da un lato il tentativo di difendersi dalla crisi economica generata dalla pandemia. Dall’altro per far sì che nella compagine sociale entri uno o più soci, in modo da conferire maggiore solidità e poter guardare al futuro con maggiore ottimismo. Operazioni non semplici, in special mondo la seconda, che determineranno l’avvenire di un istituto di credito che, secondo le ultime uscite dei vertici, ha deciso di rimanere autonomo, scartando l’opzione di confluire in un grande gruppo bancario.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, è stato presentato il piano industriale prima ai sindacati e poi ai responsabili delle filiali e degli uffici. Nessuna sostanziale novità sarebbe emersa rispetto a quanto spiegato dai rappresentanti dei lavoratori prima dell’estate, quando la preoccupazione per il futuro della banca era un elemento evidente.

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