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Botteghe ko per lo scarto a sinistra e Querciola a un passo dall’impresa

marco sabia
Botteghe ko per lo scarto a sinistra e Querciola a un passo dall’impresa

Le pagelle dei protagonisti della corsa di domenica scorsa in cui ha trionfato la contrada Borgonovo 

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marco sabia

Trionfi, sufficienze, bocciature e fallimenti nelle pagelle del Palio di Fucecchio di domenica scorsa.

BORGONOVO 10

Nel Palio la componente fortuna è preponderante, ma quando ti capita l’importante è sfruttarla senza inventarti qualcosa di strano. Il miglior cavallo in sorte, con l’ingaggio del fantino dal maggior talento: la strategia più lineare – come spesso accade – alla fine viene premiata. Ventisei anni dopo, nel 2021 l’incantesimo è stato spezzato. E come ha scritto qualcuno su Facebook citando un film: “21 vittoria, grande baldoria”.

BOTTEGHE 4,5

Con quel posizionamento in finale a parare la nemica, sembrava pronta ad infrangere i sogni di gloria della più fortunata e accreditata rivale Borgonovo. Solo che quello scarto verso sinistra in partenza ha di fatto estromesso Botteghe da tutti i giochi e l’ha costretta a sperare – invano – che qualcuno battesse Borgonovo. Migheli ottimo in batteria ma bocciato in finale. Mezzo voto in meno per aver preso la purga.

CAPPIANO 6

Non ha mai realmente carburato l’accoppiata Spartaco da Clodia-Adrian Topalli; il cavallo è sembrato “imprigionato” in una corsa troppo breve per un animale abituato a vincere sulle lunghe distanze in ippodromo. E il fantino albanese ha faticato per andare in finale, dove ha recitato il ruolo della comparsa sebbene montasse un cavallo che conosce a menadito, in quanto suo allenatore.

FERRUZZA 4

Probabilmente la peggiore in campo: Dino Pes era parso in grande crescita nelle prove, riusciva anche a stuzzicare i nemici di Cappiano. Tuttavia nella batteria è sempre rimasto dietro “al gancio”, facendo piombare i contradaioli ferruzzini nell’incubo purga (evitato soltanto per demeriti altrui). Gli rimane sulla testa l’odiata cuffia della nonna.

MASSARELLA 4

Grandi assenti anche loro, pur potendo contare su Farfadet du Pecos, un cavallo di buon livello. Rivedibile la scelta di montare il figlio d’arte Andrea Coghe. Ha fatto strano vederli andar fuori in batteria mentre i rivali di Torre esultavano per aver conquistato l’accesso alla finale.

PORTA BERNARDA 7,5

Valter Pusceddu non è mai apparso completamente a proprio agio su Red Riu, un cavallo che in Buca è assolutamente “telecomandato”. La sensazione è che il mosaico realizzato dai rossoneri mancasse di qualche tessera, piccola ma essenziale. Al netto di questo, un Palio da protagonisti fino alla fine.

PORTA RAIMONDA 6,5

In finale hanno solamente timbrato il cartellino. Il loro lavoro è stato più efficace sottotraccia; aver confermato Jonatan Bartoletti è stata una scelta politica per cercare di annullare l’altra scelta politica della rivale Porta Bernarda, cioè l’ingaggio di Valter Pusceddu.

QUERCIOLA 9,5

Ad un passo dal sogno, senza un imperiale Gavino Sanna adesso saremmo a parlare del terzo trionfo di Simone Mereu con la giubba arancioverde. Nella celebre citazione del “cortomuso” (resa famosa da Max Allegri) giocano il ruolo degli sconfitti per un pelo. Ma – come direbbe Guido Meda – la Querciola c’è!

SAMO 4,5

Finora Carlo Sanna a Fucecchio non ne ha azzeccata una. Eppure avrebbe bisogno di una svolta nella sua carriera, dopo lo splendido trionfo in piazza del Campo a Siena. Aver puntato su di lui, quindi, si è rivelato un errore perché almeno la finale era alla portata.

SAN PIERINO 7

Poteva essere la quarta a giocarsi la vittoria, ma in finale riesce soltanto a guidare il secondo gruppetto, quello dei non pretendenti al cencio. Cavallo irrequieto e performante, fantino esperto e rispettato: non è bastato per riportare il drappellone di là dal ponte.

SANT’ANDREA 5

Questa contrada un voto negativo in pagella non lo vedeva da anni, anche perché dal 2012 ha vinto ben tre volte. Il debuttante Federico Arri si è fatto infilare all’interno in batteria, un errore da matita blu per un fantino da Palio. Corsa mediocre, ma nel 2022 Sant’Andrea tornerà sicuramente ad alzare la voce.

TORRE 7

Sorpresa: tanti la davano come eliminata in batteria e anche a rischio purga dalla rivale Massarella. Zitto zitto Enrico Bruschelli passa in finale, dove probabilmente già sapeva di poter fare poco o niente. Buon rientro per capitan Luca Mazzoni, al ritorno dopo tanti anni “ai box”.

GAVINO SANNA 10

Capitolo a parte: a marzo era attaccato a cateteri e tubi in terapia intensiva a Cisanello, per una tremenda caduta all’ippodromo di Pisa; sei mesi dopo è portato in trionfo dai contradaioli biancorossi. È un po’ come Mister Fantastic dei Fantastici Quattro: sembra fatto di gomma, solo che Gavino si allunga per vincere.

ORGANIZZAZIONE 6

Il voto è la media tra l’otto di domenica e il quattro per la gestione della comunicazione rispetto al doppio decesso dei cavalli Ugo Ricotta e Rexy avvenuto nelle batterie di selezione della tratta. Ottimo il lavoro sulla pista, che sopporta una pioggia mai vista. Promosso il sistema di sgancio del canape “a cigno”. E non ci sono stati nemmeno problemi per la dislocazione delle contrade nei vari settori.

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