Attenzione
Sfilata spettacolare anche se più rapida
Il corteggio-processione ridimensionato a causa del Covid ma tutto è filato liscio, nonostante qualche goccia di pioggia
Fucecchio. Sfilata bagnata, sfilata fortunata.
Poche gocce cadute a metà della processione in onore di San Candido non hanno mandato a monte i piani delle 12 contrade per il corteggio storico di ieri mattina: una sfilata diventata processione in onore del Santo Patrono San Candido, così da evitare il divieto di organizzare un corteo laico. La sfilata è iniziata alle 9 – mezz’ora prima rispetto al solito – ed è terminata alle 10.30, con una rapidità che non si era mai vista in condizioni normali; ma con il Covid di normale non c’è niente.
D’altronde i vari corteggi erano stati ridotti nei numeri: non gli oltre 120 figuranti del pre Covid, ma massimo 60; per cui i tempi si sono accorciati, anche grazie (o per meglio dire per colpa) della pioggia che iniziava a fare capolino (e che poi si è scatenata dopo le 17 in Buca).
Questo l’ordine di sfilata di ieri: Sant’Andrea, Porta Bernarda, Borgonovo, San Pierino, Torre, Porta Raimonda, Ferruzza, Samo, Massarella, Cappiano, Querciola, Botteghe.
Il percorso è stato il solito di sempre, con una modifica sul finale: partenza da piazza Moro/viale Gramsci, poi direzione centro storico passando da piazza Montanelli e da corso Matteotti; una volta giunti nella parte alta del paese – invece di superare l’ospedale San Pietro Igneo e terminare in via Castruccio – quando i corteggi sono giunti in piazza Veneto si sono fermati. Qui una delegazione di ogni contrada ha reso omaggio alla pala di San Candido (che chiudeva la processione) e alle sue reliquie, ospitate e custodite nella chiesa della Collegiata.
Il pubblico delle grandi occasioni lungo il percorso non c’è stato, ma non si può parlare di flop; anzi, visto il rischio pioggia e le poche gocce cadute a metà della sfilata/processione, si può parlare di discreto successo di pubblico. Per i fucecchiesi,va detto, è un appuntamento irrinunciabile, l’ultimo attimo di pace prima della “guerra” del pomeriggio: così le strade si riempiono di figuranti in maschera e in armatura, di musici che stamburano o di sbandieratori che si esibiscono coi loro volteggi; tutt’attorno un fiume di persone, come accade dal 1981.
Le contrade – dovendo presentare cortei più corti e meno numerosi – hanno evitato di sviluppare temi troppo lunghi e si sono affidate ai personaggi da rappresentare di sempre, oltre che a musici e sbandieratori. Con la processione di ieri sono ufficialmente iniziate le celebrazioni per San Candido, santo patrono che viene festeggiato il 3 ottobre, cioè domenica.
A San Candido è stato dedicato il drappellone dipinto dal medico-artista-vaccinatore Giosuè Cino; e San Candido è stato invocato affinché proteggesse tutta la manifestazione. Forse ci ha messo lo zampino facendo terminare la finale pochi secondi prima che in Buca si scatenasse un nubifragio come non si vedeva da molto tempo.M.S.
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