Toscana
Stallo sul futuro della Grillaia, l’allarme scatta da Terricciola
L’opposizione chiede e ottiene un consiglio comunale straordinario sul tema Il sindaco Bini: «Tutto fermo da mesi. Vogliamo un confronto per la svolta»
Alessandro Bientinesi
terricciola. Lo spiraglio che si era riaperto poco più di un mese fa per evitare l’arrivo dell’amianto nella discarica della Grillaia a Chianni, ora sembra essersi nuovamente richiuso. O almeno congelato. L’incontro tra i sindaci di Terricciola e Chianni e la Regione Toscana, in programma nei giorni scorsi per dare il via a un progetto alternativo, rimandato. E proprio da Terricciola arriva la preoccupazione dei consiglieri comunali del gruppo di opposizione. Una preoccupazione, però, che più o meno nei stessi termini è la stessa del sindaco Mirko Bini e della sua giunta.
«Abbiamo richiesto un consiglio comunale straordinario visto che in queste ore sono in corso i lavori per la riapertura della ex discarica della Grillaia – spiegano Matteo Arcenni, Sauro Colombani, Elena Baldini Orlandini e Matteo Leggerini di “Terricciola SiCura” –. Siamo sempre stati in prima fila per la tutela dell’ambiente e abbiamo sempre combattuto per tenere chiusa la discarica con ogni mezzo a nostra disposizione. Anche adesso ribadiamo, come sempre abbiamo fatto, la nostra totale contrarietà alla riapertura della discarica della Grillaia. Non solo a parole, rilanciamo la battaglia contro la riapertura della discarica nuovamente anche in consiglio comunale: è per questo che abbiamo fatto richiesta di convocazione di una seduta straordinaria dedicata esclusivamente all’intera questione. Due i punti all’ordine del giorno: una relazione sui rischi legati alla riapertura e la possibilità di predisporre una parte della seduta aperta, in modo da permettere la partecipazione diretta e attiva delle associazioni ambientaliste presenti sul territorio e dei cittadini».
Una richiesta accolta positivamente da Mirko Bini che denuncia una situazione di stallo sostanziale in questi ultimi giorni. «Oggi, esattamente come mesi fa, la situazione è la stessa: c’è una proprietà privata che ha un’autorizzazione, l’autorizzazione è stata rilasciata dagli uffici regionali, c’è la politica regionale che, a oggi e dopo un anno dalle elezioni, non ha cambiato nulla, c’è un sito che si trova in un comune che non è quello di Terricciola che va verso una soluzione di riapertura che non ci piace, e c’è un ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, a cui abbiamo aderito come Comune che ancora non si è pronunciato. Ormai mesi fa chiesi aiuto anche ad altri soggetti del settore attraverso la stampa e al sindaco di Lajatico, Alessio Barbafieri, affinché si creassero le condizioni per cambiare la situazione ormai cristallizzata su queste posizioni, ci furono risposte positive ma ad oggi non ho aggiornamenti significativi».
Bini, poi, lancia un messaggio chiaro. «Cedo volentieri la sedia del presidente del consiglio comunale e il microfono a coloro che avrebbero il potere di cambiare le cose, vengano le parti attive della vicenda a spiegare ai cittadini di Terricciola il progetto “loro” per i nostri territori, tecnici, proprietari, politici di destra centro o sinistra, presidenti, organi controllori. Chiunque voglia venga a Terricciola a dirci dopo due anni cosa hanno pensato per noi che da due anni gli diciamo che non vogliamo la riapertura della Grillaia. Io, però, non sono né un megafono e neppure un tazebao. E il consiglio comunale di Terricciola non ha competenza per poter cambiare la situazione creatasi a oggi, però possiamo trasformarlo in un momento e luogo utile se qualcuno vuol accettare il confronto e metterci la faccia».
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