Sicurezza
«Lo scandalo Keu era noto dal 2018»
SANTA CROCE. «Arpat sostiene che già nel 2018 il Keu non era conforme ai parametri di legge, oltretutto, sarebbe stata fatta una violazione delle autorizzazioni con la miscelazione del sudetto materiale con altri». Luca Sardelli, dell’Unione inquilini Valdarno Inferiore, riporta la risposta a un’istanza avuta dall’agenzia regionale per la tutela ambientale sull’inchiesta della magistratura per lo smaltimento illecito dei rifiuti che ha fatto tremare il settore conciario legato all’Associazione conciatori di Santa Croce.
In più, secondo quanto riportato da Scarselli, «sembra che sia stata riscontrata un’incompleta tenuta dei registri di carico e scarico e, visto i fatti che sono emersi successivamente, ci sembra gravissimo. E le contestazioni di Arpat sono continuate nel 2020».
Ma il rappresentante dell’Unione inquilini punta il dito contro l’amministrazione comunale santacrocese: «È difficile pensare che il Comune di Santa Croce non sapesse, o è lecito pensare che quanto meno avrebbe dovuto sapere, della situazione che si protraeva dal 2018. Detto tutto ciò ci sembra che il silenzio riservato da alcune istituzioni sia quanto meno fuori luogo». Scarselli si riferisce a una nota inviatagli dal Comune alla sua istanza per accedere ai verbali della commissione di controllo e garanzia. Risposta che non è piaciuta a Scarselli il quale dice di aver ricevuto «un comunicato stampa a firma di tutti i membri della commissione in cui si afferma che sarebbe stato resa solo pubblica una sintesi nella relazione finale annuale».
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