Sicurezza
Incognite e tempi stretti per trasformare l’ecomostro di Pontedera in una scuola
Le opposizioni: «È stato sbagliato non coinvolgerci». Il sindaco Franconi: «Progetto che risponde a varie criticità»
Paola Silvi
pontedera. L’ecomostro diventa scuola. L’annuncio apre nuovi scenari per il futuro della città e divide le opinioni. Da una parte il sindaco Matteo Franconi e la preside dell’istituto Curtatone e Montanara, Maria Tiziana Baratta che si concentrano sulle prospettive e sulle potenzialità dell’intera operazione. Dall’altra le forze di opposizione, Fratelli d’Italia e Lega che si fanno domande sull’iter e le modalità dei passaggi che hanno portato alla scelta. A chiudere il cerchio, i genitori degli alunni che apprezzano ma restano dubbiosi sulle tempistiche.
La trasformazione dell’edificio ex Giusti in viale Europa sta per iniziare e la struttura non solo sarà riqualificata ma sarà pensata come scuola. L’immobile è stato aggiudicato all’asta per 1,5 milioni alla Cemes, impresa di costruzioni pisana, che lo ristrutturerà per poi cederlo al Comune che lo metterà a disposizione dei ragazzi che frequentano l’istituto Curtatone e Montanara, a partire – secondo i piani del Comune – da settembre 2022.
«Il progetto – sottolinea Franconi – risponde a diverse criticità». In primis offrirà, già a partire da settembre, una collocazione adeguata agli studenti della Curtatone che, dopo l’inagibilità dell’immobile in piazza Garibaldi, stanno facendo lezione in parte a palazzo blu e in parte alla Borra. «Poi darà un nuovo volto ad un cantiere da tempo abbandonato ed in stato di degrado, recuperando uno scheletro di cemento. E infine – conclude il sindaco – una volta ristrutturata anche la Curtatone potremo continuare ad utilizzare l’ex-Giusti e convogliare in quell’edificio le altre scuole della Bellaria superando le difficoltà legate alle loro inadeguatezze strutturali ed evitando di costruirne altre».
Tutto quadra insomma per l’amministrazione comunale. Tre piani di aule, laboratori e tanto verde intorno per campi di calcetto o di basket. Questo il piano rivoluzionario che ottiene consensi anche dalla dirigente della Curtatone. «Verrà una scuola di prima categoria», dice con sicurezza Maria Tiziana Baratta. «Appena avuta la notizia sono andata a vedere quello che tutti chiamano ecomostro. Ho notato i pilastri e il cemento ma voglio andare oltre. Penso alle potenzialità».
Un sogno immaginare un polo scolastico di 9mila metri quadri. «Con così tanto spazio. Sarebbe stato impensabile – aggiunge la preside – trovare un’area di tale portata in centro. Spero che la pianificazione dell’opera venga affidata ad un architetto specializzato in edilizia scolastica per creare un’avanguardia educativa».
Dello stesso avviso i genitori che però esprimono perplessità sui tempi di costruzione. Ottimisti o pessimisti, a seconda dei punti di vista. «L’idea ci piace ma vediamo settembre, data indicata per la fine dei lavori, un po’ troppo vicino», commentano alcuni. Altri puntano invece su un percorso a tappe di esecuzione. «Andrebbe comunque bene se i ragazzi potessero usufruire per il nuovo anno di una parte dell’immobile. Poco importa se tutto l’edificio non sarà completamente ristrutturato», dichiarano. Meno solidali i partiti di opposizione che passano in rassegna le tempistiche e le procedure amministrative.
«Siamo felici – commenta Domenico Pandolfi, consigliere e neo commissario della Lega – che l’ecomostro abbandonato e ricettacolo di sbandati abbia una nuova vita ma ci poniamo delle domande. Sarà un luogo idoneo ad ospitare i bimbi di famiglie che avevano scelto una scuola in centro, così da poterli accompagnare a piedi? E per quale motivo una scelta di tale portata economica e sociale è rimasta top secret senza passare nemmeno dalla commissione? ».
E ancora: «La strada vicina al complesso in questione che la ditta Giusti avrebbe dovuto ripristinare sarà risistemata? E da chi? Lo farà la Cemes che si è aggiudicata l’asta o il Comune si è costituito come creditore al fallimento?».
Domande che si sommano ad altre domande. Scrupoli e scetticismo. «Non capiamo – fa eco Matteo Bagnoli, capogruppo di FdI – come mai questa decisione non sia stata condivisa ma sia maturata nelle stanze segrete del Pd. Ne siamo venuti a conoscenza dalla stampa. Eppure siamo sempre stati in prima linea nel proporre nuove soluzioni per l’emergenza Curtatone, che invece, ci sono state bocciate. Chiederemo un ordine del giorno per far luce sulla vicenda. Di fatto, siamo preoccupati perché, a nostro avviso, il problema continuerà ad esserci. L’ecomostro non rispetta le necessità logistiche dei pontederesi che abitano in centro».
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