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Pontedera

Due eventi per salvare la Memoria un secolo dopo il duplice omicidio

Nilo Di Modica
Due eventi per salvare la Memoria un secolo dopo il duplice omicidio

Nel 1921 i fascisti uccisero i socialisti Susini e Gronchi a un’assemblea L’episodio riportato alla luce dall’Anpi grazie allo storico Boldrini 

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capanne ricorda

C’era probabilmente poco più che una tettoia, un secolo fa, lungo la Tosco Romagnola Est a Capanne, fra la chiesa e l’attuale teatrino “Terreni”. Una “sala” che il 20 settembre del 1921, in un Italia in preda alle prime scorribande dei fascisti, vide scorrere il sangue di due socialisti e “fornaciai” di 54 e 18 anni impegnati in una assemblea: Mario Susini e Artebano Gronchi. Una storia quasi dimenticata che adesso l’Anpi, in collaborazione del Comune, ha recuperato grazie al lavoro dello storico locale Roberto Boldrini, mettendola al centro di due eventi di commemorazione previsti il 25 settembre ed il 3 ottobre. «Gli spari nel mucchio ad opera di una dozzina di fascisti di Santa Croce fecero anche feriti – spiega il sindaco Giovanni Capecchi –. Atto maturato nella durissima realtà dell’epoca, fatta di lavoratori che cominciavano a lottare contro latifondisti e proprietari terrieri. Nacquero le leghe delle cooperative dei braccianti, che a Montopoli erano soprattutto composte da “mattonai”. Tensione alla quale i proprietari reagirono. È così che in giro per l’Italia i fascisti compiono varie azioni paramilitari contro i lavoratori».

«Anni difficili – spiegano Delio Fiordispina e Simone Ricotta, di Anpi – in cui le lotte dei braccianti cominciavano a farsi strada anche nelle istituzioni. Quello del ‘21 a Capanne fu il delitto più grave registrato in provincia, dove a morire nel giro di cinque anni furono in 28». «L’unica cosa – spiega Giorgio Parlanti, presidente della sezione Anpi di Montopoli e San Miniato – che ancora testimoniava di questa vicenda era nelle due vie di Capanne, intitolate senza nomi, solo i cognomi. Gli stessi abitanti di quelle due strade non sapevano più nulla di quella vicenda. Fondamentale è stata la memoria tramandata della famiglia Susini, arrivata fino a noi dal parente di uno dei due assassinati». Progetto di commemorazione che non finirà con questi due eventi, ma porterà anche ad una pubblicazione, grazie anche ad una collaborazione con l’associazione Fiera del Libro Toscano, presieduta da Fabrizio Mandorlini. «Una memoria che spetta a noi far rivivere – spiega l’assessora alla cultura Cristina Scali –. Tanti ragazzi non hanno la possibilità di sentirsi raccontare questi eventi neppure più dai nonni. Per questo nel percorso saranno coinvolte le scuole».

Nilo Di Modica

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