Lutto
In città la chiesa compie 750 anni: Benotto apre il Giubileo di Pontedera
In cantiere calendario di eventi per coinvolgere i giovani Gemellaggio con Londra nel segno della bottega di Pisano
pontedera. La chiesa a Pontedera nasceva 750 anni fa. Un compleanno speciale raccontato in un’antica pergamena ritrovata nell’archivio di Stato a Pisa. Una festa storica e religiosa che sarà celebrata domani alle 18 in Duomo con una messa solenne presieduta dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.
«È l’anniversario della nascita della chiesa nella nostra città – spiega il parroco don Massimiliano Garibaldi – e su richiesta, fatta a suo tempo alla Penitenzieria Apostolica della Santa Sede, ci è stato concesso di celebrare un intero anno giubilare, con il dono di poter accogliere più volte l’indulgenza plenaria».
Era l’11 luglio 1272 quando l’arcivescovo Federico Visconti stabilì che la chiesa appena costruita nel castello di Pontedera fosse intitolata ai santi Jacopo e Filippo e che fosse affidata ad una comunità di canonici regolari agostiniani provenienti dalla chiesa pisana di San Martino e che il loro superiore portasse il titolo di proposto.
Prima di allora Pontedera non aveva una chiesa. Quella più vicina era a Calcinaia. Perché la città della Vespa era un centro abitato fortificato, in difesa del fiume Era per ovviare alle incursioni fiorentine. Una roccaforte per proteggersi dai popoli confinanti e agguerriti. Il governo pisano fece edificare un quadrilatero di mura e torri al cui interno furono mandati ad abitare gli abitanti dei villaggi circostanti, che costituirono una nuova comunità.
E la comunità aveva bisogno di una chiesa. «La pergamena – spiega don Garibaldi – riporta l’atto con cui si dà mandato al priore di San Martino di fondare la nuova parrocchia».
Pontedera ha perso presto la sua funzione militare, tanto che non è rimasta traccia delle opere di fortificazione e anche della chiesa duecentesca che è stata completamente ricostruita a partire dal 1634, resta solo qualche residuo nel cuore di corso Matteotti. Davanti al santuario del Santissimo Crocifisso, che corrisponde appunto alla prima chiesa.
Ma l’anniversario non è solo un’occasione di rievocazione storica o di celebrazioni religiose. «Intanto è bello sottolineare – continua – che le cinque comunità parrocchiali, quella di Santa Lucia, di Fuori del Ponte, del Villaggio Piaggio, del Romito e del Duomo, hanno un’origine comune. Sono figlie di un’unica madre, fanno parte di una unità pastorale, che vuol dire avere stessi intenti per il futuro». Così tante sono le idee in programma per dar vita a questa collaborazione. «Ci saranno iniziative – conclude – che coinvolgeranno anche i giovani e il mondo dell’arte».
Un calendario da costruire che potrebbe vedere anche un gemellaggio tra Pontedera che ospita proprio al Crocifisso la scultura dell’Annunziata, opera della bottega di Nino Pisano e Londra dove invece si trova l’Angelo annunciante dello stesso artista.
Paola Silvi
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