Sicurezza
Anche Giani “benedice” la Compagnia del Tartufo
La nuova associazione si disinteressa della polemica di San Miniato Promozione e inaugura la stagione del “re” della tavola con le istituzioni del comprensorio
Cristiano Marcacci
san miniato. La risposta è arrivata con i fatti. Da parte della neonata “Compagnia del Tartufo” la replica alla spiazzante presa di posizione di San Miniato Promozione (società al 100% del Comune) e del suo presidente Marzio Gabbanini, secondo cui la nascita del sodalizio privato rischierebbe di ingenerare confusione rispetto a chi è tenuto a sviluppare il “brand tartufo” e ad organizzare le varie manifestazioni sul territorio, è arrivata a suon di fatti. È stata infatti la “Compagnia”, presieduta dall’esperto di marketing turistico e direttore di Villa Sonnino Cesare Andrisano (nel ruolo di vice figura Delio Fiordispina, entrambi componenti di San Miniato Promozione fino a poco tempo fa), a inaugurare la stagione del tartufo. Lo ha fatto nel corso di una conviviale ospitata l’altra sera proprio a Villa Sonnino, nell’ambito di un’iniziativa molto partecipata e nello stesso tempo parecchio significativa. Si è scelto, infatti, di non immergersi nelle polemiche e di preparare la strada a quello che dovrà essere il tartufo in futuro. Non un “gioiello” e un volano turistico della sola San Miniato, destinato ad assorbire risorse ed energie dalla sola San Miniato, bensì di un vero e proprio comprensorio, da Volterra a Castelfiorentino, passando per Pontedera, Palaia, Montaione, Montopoli e Castelfiorentino. Ne è stata la dimostrazione plastica la presenza del commissario straordinario e della segretaria generale della Camera di Commercio, Valter Tamburini e Cristina Martelli, dei sindaci di San Miniato, Montopoli Valdarno, Palaia, Montaione e Castelfiorentino, rispettivamente Simone Giglioli, Giovanni Capecchi, Marco Gherardini, Paolo Pomponi e Alessio Falorni, del vicesindaco di Pontedera Alessandro Puccinelli e dell’assessora al turismo di Volterra Viola Luti.
Tutti a “benedire” la partenza operativa della “Compagnia del Tartufo”, compreso il primo cittadino sanminiatese Giglioli, che non ha potuto nascondere un po’ di imbarazzo rispetto all’uscita di San Miniato Promozione e del suo presidente, che trasuda di uno spiccato senso di “provincialismo” che in questa fase non aiuta certo la ripresa del turismo e il rilancio del tartufo quale mezzo di traino economico. «Non sono stato informato preventivamente – ha precisato Giglioli sollecitato da Il Tirreno – del comunicato di San Miniato Promozione. Intendo ribadire che a San Miniato non esiste alcun monopolio rispetto al tartufo e alle iniziative che gli possono girare intorno. Ovviamente, la Mostra nazionale di fine novembre è organizzata da San Miniato Promozione, ma per il resto c’è ampia libertà di movimento. Anzi, più idee e manifestazioni ci sono, meglio è per il nostro simbolo di richiamo turistico e per l’intero territorio».
La posizione di Giglioli è evidentemente la stessa della Regione Toscana. Come giudicare, altrimenti, la partecipazione alla serata inaugurale della “Compagnia del Tartufo” del presidente Eugenio Giani e dell’assessore ai rapporti con gli enti locali Stefano Ciuoffo? Il presidente Giani ha incoraggiato l’attività della neo associazione accettando anche di provare una “sciabolata” (perfettamente riuscita) sotto l’occhio vigile di uno dei responsabili dell’Associazione degli Sciabolatori di Spumante Italiano.
Attualmente, la “Compagnia del Tartufo” conta 22 soci. Oltre a Cesare Andrisano e Delio Fiordispina, fanno parte del gruppo trainante Claudio Savini, titolare della Savitar Tartufi (azienda che da decenni esporta in mezzo mondo il nome di San Miniato), il giornalista Fabrizio Mandorlini e Aurelio Cupelli. Tra le location pronte a collaborare e a ospitare la “Compagnia del Tartufo” ci sono, oltre ovviamente a Villa Sonnino di Cesare Andrisano, Villa Petriolo a Cerreto Guidi e l’hotel Miravalle di San Miniato.
Si tratta – è stato spiegato durante la serata – di un’associazione culturale enogastronomica che nasce motivata dalla decisione dei soci di approfondire le tematiche sulle eccellenze e sulla cultura del tartufo di San Miniato, vivere l’esperienza del buon gusto come momento di crescita culturale, per mantenere viva e tramandare l’arte enogastronomica dei prodotti del nobile territorio samminiatese e di tutte le sue risorse. Si prefigge l’obiettivo di sostenere, sviluppare, praticare e diffondere le eccellenze del territorio e di promuovere il “re della tavola” anche al di fuori del territorio sanminiatese.
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