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Il Palio dimezzato divide le contrade Con le restrizioni cala l’entusiasmo

Il Palio dimezzato divide le contrade Con le restrizioni cala l’entusiasmo

Gli eventi (compreso il clou) con accessi contingentati  o a porte chiuse: ecco cosa ne pensano i big dei 12 popoli

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fucecchio. Il primo Palio dell’era Covid – con tutte le restrizioni messe in campo dopo un anno di stop forzato – non poteva mettere tutti d’accordo. L’idea di una Buca piena per metà (con massimo 2.500 spettatori), il biglietto da pagare per assistere alla tratta (mercoledì alle 18 circa), la presentazione del cencio e la firma dei fantini (martedì alle 21.30 e sabato alle 11) a porte chiuse a Parco Corsini hanno finito per dividere il “fronte” dei contradaioli. Per capire che aria tira in città, abbiamo parlato con 12 di loro: contradaioli di lungo corso oppure dirigenti (in carica o ex), che il Palio lo conoscono da quando è nato oppure che ci sono cresciuti dentro; dei simboli, insomma, dei rispettivi sodalizi.

E ne emergono opinioni divergenti, anche se tutti più o meno sono d’accordo sul fatto che non sarà la stessa cosa; per alcuni è comunque la miglior soluzione possibile e va seguita per il bene della manifestazione, per altri era meglio evitare.

Ma d’altronde Fucecchio è storicamente famosa per dividersi al suo interno e su un tema delicato come il Palio – la più importante, partecipata e sentita manifestazione cittadina – non poteva andare diversamente. Fra le strade e vicoli fucecchiesi non si parla d’altro, in attesa dell’appuntamento col destino di domenica 26 settembre.

Ah, non sarà il Palio di sempre ma su un’altra cosa tutti concordano: la voglia di vincere.

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