Il Tirreno

Pontedera

la protesta 

«Niente spazi in piscina per i nostri atleti disabili»

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SANTA CROCE. L’Aquateamnuoto Cuoio di Castelfranco, che porta avanti l’attività dedicata ad atleti disabili, lancia un allarme per la carenza di spazi nelle piscine della zona. «Abbiamo sentito spesso, negli ultimi giorni, elogiare gli atleti che hanno partecipato alle paralimpiadi per le numerose medaglie conquistare, per l’orgoglio e la gioia che ci hanno fatto provare – dicono dall’associazione –. Nessuno si è chiesto come sono arrivati a questi livelli? Il lavoro che hanno affrontato? Perché?».

Sono 50 i disabili seguiti da Aquateam: «Dal 2015 svolgiamo attività di nuoto con buoni risultati, non solo perché i nostri atleti portano a casa medaglie ogni volta che partecipano alle gare della federazione, ma hanno anche notevoli miglioramenti nel loro vivere quotidiano. Negli spogliatoi il lavoro è tanto importante quanto quello in acqua».

Finora l’attività si è svolta nelle piscine della zona, «ma ogni volta è stata una lotta per avere gli spazi in acqua. Arrivati a oggi, dove ci hanno “elemosinato” una manciata di ore disponibili dove, noi, dovremmo gestire 50 atleti iscritti, oltre ai nuovi inserimenti, nel rispetto di tutte le esigenze che questo comporta e, ovviamente, nel rispetto delle normative Covid. Ci viene chiesto, in maniera codarda, di scegliere chi far partecipare e chi dovrà stare a casa. Ci viene chiesto di discriminare alcuni atleti, nei confronti di altri».

La richiesta non è economica. «Chiediamo solo spazio per rendere dignità dove troppo spesso viene calpestata – aggiungono da Aquateam –. La nostra voce si sta già facendo sentire da mesi, ma abbiamo bisogno dell’aiuto tutti, anche del tuo per poter continuare». Poi segue la ricostruzione da ottobre 2020, mese in cui la piscina di Santa Croce-Fucecchio è rimasta chiusa. Poi arrivano le disposizioni governative che consentono gli allenamenti solo agli agonisti di interesse nazionale. «Le piscine riaprono tutte, ma non quelle gestite da Aquatempra. Offriamo di partecipare alle spese con le altre società, senza ottenere risultati. Nel gennaio 2021 i colleghi di altre piscine toscane si stringono nei loro spazi di allenamento per permetterci di far nuotare gli agonisti, intanto a febbraio arriviamo sul podio del Campionato italiano assoluto invernale di Lignano. Ma la nostra piscina comunale con gestione a partecipazione comunale non apre. E non ci risponde a qualsiasi domanda. Tutte le società sportive protestano».

Passano i mesi, Aquateam va ad allenarsi in piscine distanti e arriva la promessa di un cambio di passo per settembre. Poi altri podi agli assoluti di Napoli. «Il 7 settembre ci arriva la proposta per iniziare il 13 settembre – raccontano ancora dall’associazione –. Ma ci propongono solo le briciole. Ci sentiamo presi in giro. Negli altri impianti invece, ci sarebbero spazi, ma sono lontani, non sono sufficienti per 50 atleti e per infinite richieste che ci pervengono giornalmente. Ma se gli altri ci offrono spazio forse ci potrebbero essere possibilità anche qui da noi. Non capiamo. E se non capiamo non ci piace per niente. E vogliamo fare chiarezza, fino in fondo».

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di Redazione web