Il Tirreno

Pontedera

Giardiniere morto, chiesta l’archiviazione

Pietro Barghigiani
Giardiniere morto, chiesta l’archiviazione

Per la Procura nessuna responsabilità come “datori di lavoro” dei proprietari della casa in cui l’uomo morì cadendo da una scala

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Pietro Barghigiani

pontedera. Una richiesta di archiviazione per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso è stata presentata dalla Procura nei confronti dei coniugi Bachini indagati dal maggio 2020 per la morte di un operaio, con la passione per il giardinaggio, avvenuta nella loro proprietà in via De Nicola. Claudio Mangoni, 64 anni, di Buti, la mattina del 13 maggio perse la vita per le lesioni alla testa provocate dall’impatto con il suolo dopo la caduta da una scala mentre stava potando un albero.

Il magistrato Miriam Pamela Romano, anche sulla base dell’informativa inviata dagli ispettori dell’Asl, è arrivata alla conclusione che i proprietari della casa, difesi dall’avvocato Giulio Venturi, non possono essere equiparati a un datore di lavoro e quindi per loro non si configura la posizione di garanzia che spetta al titolare di un’azienda nei confronti del dipendente a livello di informazione e sicurezza nell’ambiente in cui esercita la sua mansione. Di qui la richiesta di archiviazione contro la quale si sono opposti i familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Rosita Magli. L’udienza davanti al gip è previsa nelle prossime settimane. Il giudice deciderà se accogliere l’archiviazione, disporre nuovi accertamenti o procedere con un’imputazione coatta a carico della coppia.

Mangoni morì per le ferite alla testa, un gravissimo trauma cranico.

Non ci furono testimoni oculari di una tragedia consumata in pochi attimi intorno alle 11,30 del 13 maggio 2020. Vedeva il traguardo della pensione, Mangoni, sposato e padre di due figli. Faceva il giardiniere a chiamata. Un modo per arrotondare le entrate mensili in vista di un pensionamento che gli avrebbe permesso di stare di più con la sua famiglia. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l’uomo avrebbe perso di equilibrio sulla scala finendo sulla massicciata con la testa a pagare il conto più grave. L’autopsia aveva stabilito che non ci furono motivi diversi dal trauma cranico come causa di una morte avvenuta mentre Mangoni stava sistemando una pianta dopo essere stato chiamato, stando alle prime ipotesi degli investigatori, dai proprietari che lo conoscevano da tempo. «Lo conosceva bene mia sorella – aveva detto al Tirreno la padrona di casa –. Era venuto per la disinfestazione delle zanzare. Si è presentato dicendoci che non aveva trovato il prodotto. Ha dato un’occhiata al giardino e ci ha chiesto: “Comunque posso dare una sistemata alle piante”. Va bene, gli abbiamo risposto».

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