Attenzione
Quelle documentazioni mancanti al centro del processo Stella Maris
fauglia. Seconda udienza al Polo San Rossore 1938 per il processo Stella Maris, che vede 15 imputati alla sbarra con l’accusa di abusi ai danni degli ospiti della struttura di Montalto di Fauglia. I fatti risalgono al 2016 e ieri in aula sono stati sentiti dei testimoni che hanno riferito sulla valutazione del rischio sul posto di lavoro. Sia riguardo alla sicurezza dei dipendenti della Stella Maris che sulla loro preparazione nella gestione degli assistiti.
Uno dei testimoni ha riferito che nel sessanta per cento dei casi ha riscontrato, durante la sua presenza nella struttura, come mancassero attestati di formazione del personale, riguardo alla formazione sul posto di lavoro.
E criticità sono emerse anche dall’altra testimonianza, anche se sarà compito della giudice Susanna Messina valutare gli eventuali profili penali di quanto raccontato in aula.
Le indagini partirono da alcune lettere che circostanziavano casi di abusi e dunque si decise di procedere con intercettazioni audio e video di quello che succedeva nella struttura. Particolarmente nei refettori, momento d’incontro collettivo, quando si trovavano sicuramente sia gli operatori che i pazienti.
Le intercettazioni ambientali vanno avanti per quasi quattro mesi, fino al 10 novembre. Poi partono i provvedimenti cautelari. In seguito a quelli, anche grazie ad alcune testimonianze, vengono fuori altre responsabilità e contestazioni disciplinari interne sempre legate a un contesto di maltrattamenti. In tutto in quel periodo vengono documentati 280 episodi e un’altra decina si aggiunge con la successiva integrazione delle immagini. Nel processo in 23 si sono costituiti parte civile: sono i parenti e i genitori degli ospiti della struttura. Durante la prima udienza furono visionate le immagini, piuttosto forti, di alcuni episodi di violenza sugli ospiti.
L.R.D.
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