Sicurezza
Il cencio dei sogni dipinto dal medico-artista Giosuè Cino
Il dentista sulle orme del padre che ha dipinto per 2 volte il drappellone «Non ci ho dormito la notte, l’opera dedicata al patrono San Candido»
estro e identità
«Probabilmente in questa situazione ci voleva proprio un medico per realizzare il cencio». Giosuè Cino, medico dentista che sta prestando servizio all’hub vaccinale di Fucecchio, è anche l’autore del cencio che andrà alla contrada vincitrice del primo Palio dell’era Covid.
Una coincidenza non voluta, ma che fa riflettere: Cino è anche un artista a tutto tondo con interessi e capacità che spaziano su più ambiti. Ma da mesi è anche un vaccinatore: «Non ci ho dormito la notte – racconta – perché è difficile creare una composizione che affondi le proprie radici nel passato ma che sia anche attuale. Ho lavorato sulla storia della nostra città, attualizzandola. L’opera è dedicata al nostro patrono, San Candido».
Ma Cino ha avuto più difficoltà a dipingere il cencio o a spiegare l’importanza del vaccino? «A chi mi ha chiesto se mi fido, io ho risposto che ho fatto vaccinare mia figlia di 12 anni e questo ha convinto molte persone. Se il cencio non mi ha fatto dormire, invece dare il mio contributo all’hub mi ha allietato il sonno perché mi sono sentito utile».
Cino, a Fucecchio dal 1976, comincia a dipingere nel 1972 sotto lo sguardo attento del padre insegnante e valente pittore. Alterna la pittura alla scrittura e agli studi in medicina e chirurgia. Partecipa a numerose collettive in città italiane ed europee. Ha tenuto la sua prima personale “Impronte di vita” a Fucecchio nel 2001. Nel 2002 vince il secondo premio al concorso di pittura estemporanea “Tratto d’artista” a Ponte a Elsa. Nel 2004 realizza La Divina Commedia per immagini presentando al pubblico il videomontaggio dell’Inferno. Nel 2017 la seconda personale “La copia del bello e il bello della copia”. Dal 2003 è socio fondatore dell’associazione “Praesidium Culturae” di Fucecchio, che si propone di diffondere la cultura e l’amore per qualsiasi forma d’arte.
Negli ultimi anni si è dedicato anche alla regia di spettacoli teatrali polivalenti con il gruppo “InGirodiDO”. Cino è figlio d’arte, anche nel senso dei drappelloni: il padre Antonio, maestro morto nel 2019 a 91 anni, ha infatti dipinto due cenci. Il primo nel 1987 (vinto da Sant’Andrea) e il secondo nel 1995 (vinto da Borgonovo).
M.S.
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