Gioco
Caso Salvadori, il sindaco: «Registrava le riunioni» Ma Faraoni lo contesta
Giacomo Pelfer
MONTOPOLI. Aggressiva coi dipendenti comunali, contrasti con sindaco e assessori, «con offese e male parole», e un rapporto «ambiguo e opaco» coi consiglieri della Lega, oltre a registrazioni “rubate” di sedute e riunioni di giunta, «senza avviso e consenso». Sono le ragioni che il sindaco di Montopoli. Giovanni Capecchi, ha portato nel consiglio comunale per spiegare la decisione, resa nota il 15 luglio, di revocare le deleghe all’ex assessora Roberta Salvadori.
Ragioni illustrate a inizio seduta, anticipando l’interrogazione della lista Montopoli del Cambiamento sulle spiegazioni della scelta, contestando merito ma anche metodo, ricordando come Salvadori fosse intervenuta nel consiglio del 14 luglio, poche ore prima della revoca che il sindaco le aveva anticipato.
«La comunicazione del sindaco – ha replicato Capecchi – è successivo alla notifica dell’atto. Fino alla sua emanazione, nulla, se non il senso di responsabilità intellettuale, poteva impedire a Salvadori di intervenire nella seduta. Pur essendo già informata è intervenuta, confermando la rottura della fiducia». Un rapporto che si sarebbe sfaldato, per «ragioni molteplici, gravi e sufficienti» ha detto Capecchi, sottolineando «i toni aggressivi con cui ha gestito il personale», ma anche le «posizioni ambigue che hanno fatto pensare a una commistione con l’opposizione, coi componenti di Montopoli del Cambiamento, con appartenenze comuni a un’associazione o a un comitato». Sotto accusa l’adesione di Salvadori a “Montopoli nel cuore”, per recuperare i “sottofossi”. «L’interrogazione – ha continuato il sindaco – conferma i sospetti. Quale lista che fa capo alla Lega si interesserebbe così tanto della revoca di un assessore tesserato nel Pd?».
A questo, poi, si sarebbero aggiunti accesi confronti col sindaco e gli assessori, «mettendo in luce – ha detto Capecchi – una facilità dell’interessata alla rabbia e all’ira. Infine, ha dichiarato di avermi registrato, salvo poi negare quando le ho comunicato la mia decisione».
Ma la scelta del sindaco non è piaciuta a tutta la maggioranza: la nuova consigliera Cristina Faraoni (subentrata al posto di Salvadori) ha sottolineato come la scelta di Capecchi sia avvenuta «senza preavviso e né coinvolgimento del consiglio», beccandosi l’immediato richiamo del capogruppo Paolo Moretti: «Siamo tutti d’accordo – ha ribattuto – nell’esprimere pieno sostegno al sindaco».
«È evidente – ha replicato invece la capogruppo di Montopoli del Cambiamento Silvia Squarcini – che il sindaco non ha motivi amministrative seri. Piuttosto, col suo metodo, ha sancito lo stato di una sinistra che scricchiola nelle sue correnti interne. È un’illazione, invece, parlare di commistioni fra noi e Salvadori: nel comitato “Montopoli nel cuore” ci sono anche due consiglieri di maggioranza che non sono certo in combutta con l’opposizione».
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