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Pontedera

la denuncia 

Fabbricato dismesso diventa ostaggio di una discarica abusiva di amianto

Giacomo Pelfer
Fabbricato dismesso diventa ostaggio di una discarica abusiva di amianto

Il casottino, che si trova lungo il rio Ricavo tra Capanne e Casteldelbosco, è comunale ma in gestione ad Acque spa

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Giacomo Pelfer

montopoli. È accatastato tutto lì dentro, fra quattro mura semiabbandonate in mezzo alla campagna, lontano da abitazioni e sguardi indiscreti. È una piccola discarica piena di amianto quella che si incontra nelle campagne fra Capanne e Casteldelbosco, a pochi passi dalla ferrovia e lungo il corso del rio Ricavo. Un’area di proprietà comunale ma gestita da Acque spa, lungo una traversa laterale di via dei Girasoli, dove l’azienda del servizio idrico dispone di alcuni pozzi e di un impianto di sollevamento ormai in disuso, un tempo collegato a un contatore elettrico montato all’interno di un casottino in muratura. Una struttura in disuso, più volte vandalizzata, che qualcuno stavolta ha pensato bene di utilizzare per risparmiare sullo smaltimento di uno dei rifiuti più pericolosi in assoluto. Appoggiate l’una sull’altra a destra e a sinistra della porticina d’ingresso, dove compaiono anche uno svastica e una croce celtica, sono presenti infatti decine di pannelli in eternit, con le inconfondibili lastre ondulate in cemento-amianto. A niente è servito il cartello di “Divieto di scarico” appoggiato al muro per ricordare che “i trasgressori saranno puniti a norma di legge”. Addirittura, sul tetto del casottino, qualcuno ha pensato bene di lasciare anche uno pneumatico, mentre tutt’attorno si notano altri rifiuti abbandonati, compreso un intero servito di tazze e tazzine da caffè frantumate in mezzo alle sterpaglie. Rifiuti che si intravedono anche nel letto del rio Ricavo, dove si scorgono chiaramente almeno un altro paio di lastre in eternit, pronte ad essere trascinate verso l’Arno non appena le prime piogge riempiranno l’alveo del torrente.

Una cartolina di inciviltà, alla quale Acque spa, dopo la segnalazione de Il Tirreno, proverà a mettere un freno chiudendo almeno l’accesso al casottino.

«Il fabbricato in oggetto – spiegano dagli uffici dell’azienda – è di proprietà comunale ma in uso ad Acque spa, anche se da tempo è dismesso dalle proprie funzionalità. Periodicamente è oggetto di abbandono di materiali e di vandalismi. Ogni volta, Acque spa è costretta a occuparsi del ripristino e della bonifica dei luoghi, cosa che farà anche questa volta, inviando sul posto in questi giorni il proprio personale insieme alla ditta incaricata dello smaltimento. Anche alla luce di quest’ultima segnalazione, verrà valutata a questo punto l’opportunità di chiudere definitivamente il fabbricato.

Purtroppo, di fronte all'inciviltà delle persone, anche cercando di porre la massima attenzione, si può fare davvero ben poco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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