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Pontedera

Il 75° compleanno del vescovo di Volterra: "Presto per rimettere il mandato"

Paolo Falconi
Il vescovo di Volterra Alberto Silvani in una recente visita all’arcipretura di San Regolo a Montaione
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Il vescovo di Volterra Alberto Silvani in una recente visita all’arcipretura di San Regolo a Montaione

Monsignor Alberto Silvani: "Il papa ha 85 anni, il presidente della Cei 80: non c’è fretta". E ringrazia per la valanga di auguri

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VOLTERRA. Il “buon compleanno” a monsignor Alberto Silvani è arrivato già di buonora lunedì 6 settembre da tante parti della diocesi di Volterra: con una telefonata, un messaggio e anche di persona. La vasta giurisdizione ecclesiastica non è rimasta insensibile al compimento dei 75 anni di monsignor Silvani. Così il territorio sparso su ben cinque province per un’area di 1.743 km² suddiviso in sei vicariati e 88 parrocchie ha fatto sentire tutto il suo calore al pastore che lo guida dall’8 maggio 2007, succedendo a monsignor Mansueto Bianchi nominato vescovo di Pistoia e poi scomparso a Roma nel 2016 all'età di 66 anni.

Sono arrivati anche dal suo paese natale, Virgoletta di Villafranca Lunigiana, a fare festa. Località e territorio a cui è legato profondamente. Nel suo stemma episcopale, non a caso, ha unito presente e passato; vale a dire la diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, da cui proviene, e quella di Volterra, che è stato chiamato a guidare. Ci sono la luna, simbolo mariano, ma anche un omaggio alla Lunigiana, sua terra di origine; il libro aperto, in ricordo dei suoi 32 anni di insegnamento; il boschetto di castagni, che simboleggia il proprio cognome e la propria regione, la Toscana, ricca di questi alberi; le chiavi pontificie, in omaggio a San Lino, proveniente dalla diocesi di Volterra, primo successore di san Pietro apostolo, e in ricordo della sua ordinazione episcopale, avvenuta il 29 giugno, giorno della solennità dei santi Pietro e Paolo.

Il motto è scelto dal libro del profeta Neemia: “Gaudium Domini fortitudo nostra” (La gioia del Signore è la nostra forza).

Venne ordinato sacerdote il 3 ottobre 1970, dal 1987 al 2005 è vicario generale della diocesi di Pontremoli, che diviene nel frattempo diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. L'8 maggio 1992 è nominato prelato di Sua Santità. Dal 1996 al 2005 è rettore del seminario Maggiore di Massa Carrara-Pontremoli. Nel 2005 diventa parroco di Avenza, prima di salire sul colle etrusco.

I suoi parenti, arrivati dalla Lunigiana, si sono uniti nella festa di compleanno che rappresenta un po’ lo spartiacque della sua carriera in seno alla Chiesa cattolica. Infatti, la soglia dei 75 anni vuol dire, come recita il codice di Diritto canonico, ingravescentem Aetate: in termini più laici è la pensione. Ma monsignor Silvani sembra non avere alcuna intenzione di passare la mano: «Il papa ne ha 85, il presidente della Cei (cardinale Gualtiero Bassetti, ndr) ne ha 80, quindi ho tempo…» scherza il vescovo di Volterra. Però il codice di Diritto canonico prescrive di rimettere il mandato nelle mani del Papa arrivati alla sua età. «Sì, certo. Ma non dall’oggi al domani. Quindi abbiamo tempo per farlo».

Tant’è che oggi in via di Casa alle Monache ci sarà la benedizione di una nuova edicola sacra dedicata alla Madonna. Con Alberto Silvani, il parroco di Saline don Luciano Ticciati. Seguirà un rinfresco offerto alla cittadinanza, che è invitata a partecipare, da Tuscany Forever.

«Lo farò sul prossimo numero del settimanale diocesano, ma desidero già ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri. Davvero sono stati tanti e calorosi. Grazie», dice Silvani. Il quale non si sbilancia sul futuro della diocesi di Volterra, visto che il 75° compleanno implica, appunto, anche la rimessa del mandato nelle mani del Papa. «Sì, ma abbiamo una finestra ampia nel farlo, e nei prossimi mesi ci penserò. Lo devo fare, poi toccherà al Papa vedere come risolvere. Da parte mia devo farlo e lo farò».

Anche perché è in ballo il futuro della stessa diocesi, considerata la volontà di papa Francesco di accorpare parecchie giurisdizioni ecclesiastiche in Italia: «Vedremo. Non date retta ai giornalisti…», scherza e chiude monsignor Alberto Silvani.

Per ora papa Bergoglio si è mosso secondo la dicitura in persona episcopi per l’accorpamento di due diocesi, che sta a significare che sono unite nel ministero episcopale, ma rimangono due circoscrizioni ecclesiastiche separate e indipendenti e come tali dovranno essere governate.
 

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