Il dolore
Crepe sul ponte: intervento da 196mila euro per la sicurezza
La Provincia approva il progetto esecutivo per la struttura I lavori dopo una relazione che parla di «lesioni severe»
Giacomo Pelfer
castelfranco. Chissà quante piene dell’Arno hanno visto passare in 132 anni. Del resto sopra di loro si sono già alternati tre ponti, compreso quello ricostruito in tutta fretta all’indomani della guerra così come quello attuale, realizzato nel 1995, ma la loro struttura è ancora la stessa su cui l’ingegnere Adolfo Cerri appoggiò il primissimo ponte in ferro del 1889. Sono le spalle del ponte di Castelfranco, le due strutture in mattoni a cui è fissato l’inizio e la fine dell’impalcato, una sul lato di Castelfranco e l’altra su quello di San Romano, nel Comune di Montopoli. Due manufatti che ormai mostrano tutti i segni del tempo, come dimostra il progetto esecutivo, approvato poche settimane fa dalla Provincia di Pisa per rinforzare e mettere in sicurezza le due strutture da cui dipende la stabilità di tutto il ponte.
Basta scendere lungo l’argine, infatti, per notare le crepe e gli schianti che tagliano in verticale l’antica muratura: «Lesioni severe – le definisce la relazione commissionata dalla Provincia allo studio Lucchesi Zambonini di Lucca – concentrate nell’interfaccia tra il muro di spalla e il muro d’ala. Lesioni che raggiungono un’apertura di 3-4 centimetri e che lasciano supporre un movimento di “separazione”». Allo stesso modo, il colpo d’occhio dal basso permette di notare anche il pessimo stato dei dispositivi su cui appoggia la travatura in acciaio, realizzati sopra le spalle durante gli ultimi lavori del 1995.
Da qui la decisione della Provincia di intervenire, dato che il ponte fa parte della strada provinciale 6 che collega Castelfranco a Ponte a Egola. L’intervento, per il quale non è ancora indicata una data precisa, si inserisce in un piano di manutenzioni straordinarie dei ponti su cui transitano strade provinciali, per i quali l’ente potrà contare su appositi finanziamenti concessi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Nel caso di Castelfranco, il progetto appena approvato prevede un investimento di 169mila euro, necessario per rinforzare le fondamenta delle due spalle, bloccare il distacco delle murature e sostituire i dispositivi di appoggio della spalla sul lato destro.
Dopo una serie di sopralluoghi e carotaggi, condotti nei mesi scorsi, è stata ravvisata infatti la necessità di costruire su entrambi i lati del ponte delle nuove fondamenta alla base delle due spalle, con la costruzione di un cordolo in cemento armato ancorato a una serie di micropali con armatura in tubi d’acciaio. Contemporaneamente, per consentire alle spalle di assorbire meglio le sollecitazioni del ponte, sarà realizzato al loro interno un sistema di tiranti in calcestruzzo armato precompresso. Solo per il lato di Castelfranco, inoltre, è prevista la sostituzione degli appoggi fra la spalla e le travi del ponte: per farlo sarà necessario addirittura sollevare il ponte stesso, attraverso appositi martinetti idraulici.
Sarà un «distacco millimetrico» si legge nel progetto, che non dovrebbe interferire con i sottoservizi agganciati alla struttura, ma che richiederà comunque la chiusura del transito «per un periodo di 1 o 2 giorni». A questo si aggiunge poi la ripresa degli intonaci e il restauro delle murature.
Alla fine, dunque, i disagi per la circolazione dovrebbero essere limitati a un paio di giorni, anche se al momento non ci sono date. Il progetto prevede comunque di eseguire i lavori nel periodo estivo, ovviamente per mettere il cantiere al riparo dalle piene dell’Arno. Verosimilmente, quindi, se ne parlerà nell’estate 2022.
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