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Lezioni negate a 16 bambini Continuamo le polemiche

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CRESPINA. Sedici bambini, altrettante famiglie, e un parapiglia politico che ogni giorno si arricchisce di qualche colpo di scena. L’ultimo giovedì sera, quando a un’assemblea pubblica alla sala consiliare a Crespina si sono ritrovati i genitori dei sedici bambini che non potranno iscriversi all’istituto “Cozzi” di Crespina. La scuola secondaria di primo grado che, dopo una decisione della giunta guidata di Thomas D’Addona, non permetterà a 16 studenti di partecipare al percorso formativo “senza zaino”, sostanzialmente perché provenienti da altro Comune e dunque un costo che il sindaco non vuole più sostenere. Dopo aver incassato pochi giorni fa il sostegno del Pd Unione Comunale Crespina-Lorenzana, che attaccava anche i sindacati e il Partito Democratico provinciale, intervenuto nei giorni scorsi con un comunicato molto duro a firma della senatrice Valeria Valente, nell’assemblea di ieri lo schieramento a sostegno delle famiglie degli “esclusi” si è allargato ancora di più. L’arco progressista ha visto presente i movimenti provinciali di Italia Viva, Giovani Democratici, Sinistra e Libertà, una parte minoritaria del Pd, Sinistra Italiana e Movimento Cinque Stelle. In più i sindacati, a partire da Cigl scuola, Federconsumatori provinciale, l’ex dirigente dell’istituto Daniela Pampaloni e anche, a livello regionale, la consigliera cinque stelle Irene Galletti. Che presenterà sulla vicenda un’interrogazione. Continuano quindi le prese di posizione politiche intorno alla vicenda dell’istituto Cozzi di Crespina. La scuola secondaria di primo grado, che a seguito della decisione della giunta guidata da Thomas D’Addona, non permetterà a 16 studenti di partecipare al percorso formativo “senza zaino” lì adottato. «Stiamo cercando di verificare se si possa prefigurare un danno erariale, stiamo lavorando in questa direzione – spiega Anna Piu, consigliera di opposizione di “Orizzonte Comune” che, insieme ai consiglieri comunali Stefania Gerboni e Sergio Toncelli è intervenuta anche due giorni fa nel corso dell’assemblea – L’amministrazione ha ricevuto 2,5 milioni di euro per la costruzione della scuola e in una fetta importante, circa 1,5 milioni di euro, quelli garantiti dal Miur erano arrivati perché il punteggio alto prevedeva una serie di progetti da mettere in campo, tra questi quello della “scuola senza zaino” che, a tutti gli effetti, viene smantellato».

I genitori dei 16 studenti esclusi, intanto, confermano che faranno ancora nuove proteste, per la scelta della giunta di ridurre il numero totale di posti nella scuola. Una scelta che è stata impugnata e demandata al Tar della Toscana, che deciderà il prossimo 12 gennaio.

«Indipendentemente quale sarà l’esito al tribunale regionale, la decisione arriverà tardi – dice ancora Anna Piu – Per questo motivo, come ho fatto con gli altri consiglieri di “Orizzonte Comune”, continuo a esortare la giunta comunale a ritirare quell’atto che, a tutti gli effetti, crea una discriminazione e si prefigura come una forma di esclusione le cui ragioni economiche, ma anche tecniche, non hanno fondamento. Una delibera, che, tra le altre cose, lega le mani al Provveditore degli studi».

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