Sicurezza
Kermesse di colori emozioni e giocolieri con l’Astiludio in piazza dei Priori
Con il locale Gruppo di sbandieratori ci sono quelli di Assisi e di Castiglion Fiorentino. Trenta minuti ciascuno per esibirsi
Paolo Falconi
volterra. Il teatro, ed è uno splendido teatro davvero, è sempre piazza Priori. A Volterra. Domenica pomeriggio sarà ancora protagonista di uno spettacolo unico, emozionante, antico come è l’Astiludio.
Alle 15,30 l’ingresso dei gruppi in piazza Priori; dopo la presentazione e il saluto delle autorità, l’inizio del torneo; e intorno alle 18 la proclamazione del vincitore. L’ingresso in piazza da parte del pubblico e dei turisti è gratuito ma dovrà essere prenotato, raccomandano gli organizzatori, collegandosi alla pagina Facebook dell’Astiludio o al sito www.sbandieratorivolterra.it È obbligatorio il possesso del Green pass.
Come definire l’Astiludio? Un tripudio di evoluzioni e di colori? Una festa di giochi e giocolieri? Un insieme di coreografie ed esibizioni? Forse è tutto questo messo insieme.
Dal 1981 è una manifestazione studiata e pensata affinché sia soprattutto un incontro di sbandieratori di alcune città, finalizzato alla realizzazione di uno spettacolo che riunisca coreografia, colore, tecnica e abilità. Nell’arco dei 30 minuti messi a disposizione ciascun gruppo è libero di presentare i propri esercizi nel modo e nell’ordine che ritiene opportuno, possibilmente legati da una coreografia.
La giuria sarà formata da due commissioni completamente autonome, una tecnica a cui spetta la valutazione sulla esibizione complessiva degli sbandieratori e dei musici, una coreografica formata da almeno tre persone sorteggiate tra il pubblico che avrà il compito di valutare la spettacolarità e la coreografia dei giochi nel loro insieme. La somma dei voti delle due commissioni determinerà l’assegnazione del “Guiderdone”. Che è, fin dal medioevo, il premio unico che spetta al vincitore dell’Astiludio storico.
In senso letterario significa ricompensa meritata, premio, remunerazione. Ciò che spetta come beneficio dai meriti e dai servigi resi. Anche quest’anno è stato realizzato da Roberto Chiti che ha voluto rappresentare il primo documento che attesta la presenza di sbandieratori a Volterra. E ha deciso di scolpire in un libro di alabastro alcune frasi del documento conservato nella biblioteca comunale di Volterra. Domenica pomeriggio, per guadagnarsi il Guiderdone, saranno impegnati gli Sbandieratori di Assisi, il Gruppo storico e sbandieratori città di Castiglion Fiorentino e il locale Gruppo storico sbandieratori di Volterra, sorto nel 1978, su iniziativa della locale sezione Avis, sulla base di documenti storici attestanti la presenza di sbandieratori nella Volterra medievale.
Lo scopo è quello di riproporre le tradizioni, i simboli e le radici della storia e della cultura della città.
Da allora è stato chiamato ad esibirsi innumerevoli volte in Italia e all’estero, riscuotendo ovunque consensi per l’eleganza dei suoi costumi e la bravura dei suoi sbandieratori e dei suoi musici. Attualmente il Gruppo è composto da circa settanta figuranti fra sbandieratori, musici, vessilliferi, paggi, dame e soldati, che indossano costumi della fine del XIV secolo.
Tramite l’arte della bandiera, il Gruppo di Assisi si propone da parte sua di rievocare alcuni momenti di storia della propria città e di rappresentare il nobile spirito di libertà. Gli Sbandieratori di Assisi sono messaggeri che, dalle loro contrade, vanno alla conoscenza delle genti nei vari angoli del mondo, portando con se il saluto francescano “Pace e bene”.
La determinazione, la precisione, l'abilità nel manovrare il drappo, la destrezza, il colpo d'occhio e l'accurata preparazione atletica, sono i loro elementi salienti e che li fanno ben figurare ovunque si presentino.
Il gioco delle bandiere, che ha portato alla nascita del Gruppo storico e sbandieratori di Castiglion Fiorentino, ha origini nel XII secolo, quando in tutta Europa e soprattutto in Italia, in seguito a eventi particolari come la fine di una guerra, gli alfieri delle compagnie militari cittadine festeggiavano compiendo difficili esercizi con le bandiere, che hanno così assunto un significato di pace e felicità.
Gli esercizi e i saggi possono essere eseguiti da singole persone dove si mette in evidenza l’armonia dei movimenti e la tecnica dello sbandieratore, o da tutto il gruppo che dà così prova del suo affiatamento.
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