Il Tirreno

Pontedera

Il magico violoncello di Gloria Mazza per sostenere la cultura delle donazioni

Paola Silvi
Il magico violoncello di Gloria Mazza per sostenere la cultura delle donazioni

La musicista sorda dalla nascita testimonial di “Le note del dono” si è esibita a Villa Crastan ed è stata ricevuta a Palazzo Stefanelli 

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solidarietà

Paola Silvi

Un cuore che accoglie un pentagramma. E tra queste la più bella è il SI. Il Sì alla vita, al prossimo, al volontariato. Il Sì delle melodie di Giulia Mazza che ha tenuto un concerto di violoncello a Villa Crastan e a cui è stato conferito uno speciale riconoscimento a Palazzo Stefanelli.

Perché la musica di Giulia si inserisce nel progetto ideato e promosso da Fratres Nazionale, nel suo 50° anniversario di fondazione, in collaborazione con Aido e Donatorinati-Polizia di Stato, che coinvolge tutte le associazioni e le istituzioni del mondo del dono biologico, dato e ricevuto. L’iniziativa Le note del dono appunto, ha scelto di veicolare la cultura della donazione attraverso la musica, il linguaggio universale per eccellenza per sensibilizzare la popolazione e coinvolgere soprattutto i giovani. «Sono 1.800 le persone che, ogni giorno, necessitano di terapie trasfusionali a base di sangue ed emocomponenti donati ma solo il 3% degli italiani è donatore periodico di sangue. Per quanto riguarda i trapianti – spiega Christian Basagni, coordinatore delle attività progettuali dei Fratres – attualmente le persone che attendono un organo sono più di 8mila. Una al giorno muore in lista d’attesa. È necessario allora veicolare il messaggio del dono, quello di sangue, emocomponenti, organi, tessuti, cellule staminali, cordonali e midollari, come valore primario». La salute, le cure sono diritti di tutti. E l’artista Giulia Mazza incarna alla perfezione lo spirito del progetto. «Sono sorda dalla nascita – racconta la violoncellista – ma grazie alla musica, che ho incontrato all’età di 3 anni, sono riuscita a superare ogni difficoltà. Sono lieta di testimoniare che si può uscire dagli schemi, e con coraggio». Le note insomma muovono le corde della sensibilità, «ci suggeriscono che non possiamo salvarci da soli», ribadisce il direttore artistico Marco Vanni. «In Valdera fra l’altro è stata anche incisa la canzone diventata simbolo dell’iniziativa: Come una regina aspetta il suo re».

«Pontedera – conclude allora il sindaco Matteo Franconi – ha da sempre ospitato manifestazioni benefiche sposando la cultura della solidarietà, della bellezza dell’arte e dell’attenzione agli altri. Siamo onorati di aver potuto accogliere questa talentuosa violoncellista e di aver potuto collaborare alle note del dono».



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