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Pontedera

incontro al circolo arci 

«Chiarezza sull’uso del Keu in edilizia Ma pochi Comuni hanno risposto»

Nilo Di Modica
«Chiarezza sull’uso del Keu in edilizia Ma pochi Comuni hanno risposto»

Dibattito sull’inchiesta per smaltimento illecito dei fanghi «Presto i solleciti per le amministrazioni inadempienti»

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Nilo Di Modica

santa croce. Tallonare le istituzioni, fare rete, chiedere risposte che, intanto, gli enti negano. Il tema è l’inchiesta Keu che ha scosso profondamente il settore di pelle e cuoio che ruota attorno all’Associazione conciatori di Santa Croce.

Ma che ha avuto ripercussioni anche in altri territori della Toscana. Questo ciò che emerge dall’incontro pubblico sull’inchiesta Keu organizzato al circolo Arci “Il Botteghino” di La Rotta a Pontedera in collaborazione con Rifondazione Comunista, a cui hanno partecipato Donatella Salcioli di Legambiente Valdera, l’avvocato e attivista ambientale Luca Scarselli dell’Unione Inquilini, Samuela Marconcini dell’Assemblea permanente “No Keu” di Empoli e Leonardo Becheri, della segreteria regionale del Prc.

Sullo sfondo la richiesta, lanciata a colpi di firme da una petizione di Rifondazione a Pontedera, ma anche a suon di mail certificate da Legambiente in tutti i comuni della provincia, di fare chiarezza sulla mappatura completa dei siti coinvolti.

«Abbiamo chiesto al comune, ormai mesi fa, se le aziende coinvolte nell’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia, Lerose srl di Pontedera, Kyterion srl e Cantini Mario Srl, avessero lavorato negli ultimi anni in cantieri pubblici – ha detto Daniele Marella, segretario cittadino del Prc – ma non abbiamo ricevuto risposta. Presto passeremo ai solleciti». Alterne fortune per Legambiente: «Ci hanno risposto in pochi: Bientina, Calcinaia, Palaia, Vicopisano, Calci, Pomarance e Montecatini Valdicecina, dicendoci che non li hanno fra i fornitori – ha spiegato Salcioli, che ha avuto modo di fare un lungo approfondimento sullo scandalo fanghi in Valdera –. Da Santa Croce dicono che è tutto in mano alla magistratura e che non possono dire niente. Seguendo questa filosofia, dovremo aspettare tutti e tre i gradi di giudizio, una decina d’anni. Tutto questo in una regione in cui fanghi, depurazione e smaltimento rifiuti finiscono da tempo nelle cronache giudiziarie» .

«Il 10 settembre la Regione ha annunciato la presentazione del piano delle bonifiche, ma noi guardiamo ai fatti: sappiamo che entro fine anno ci saranno solo i piani e neppure per tutti i siti – ha dichiarato Scarselli –. Non possiamo affidarci alle sole intercettazioni e ai 10 siti scoperti subito. La verità è che Santa Croce da troppo tempo è al centro di guai giudiziari: lo scandalo che travolse il depuratore di Ponte a Cappiano, l’inchiesta Blue Mais, le interdittive antimafia dello scorso anno, le inchieste Demetra e Vello d’Oro».

Bonifiche che in molti, fra Empoli e Castelfiorentino, aspettano con apprensione lungo la strada regionale 429. «Anche a noi nessuno degli 11 comuni a cui avevamo scritto risponde – ha detto Marconcini dell’associazione “No Keu” di Empoli –. Solo l’agenzia regionale per l’ambiente ci ha mandato poche righe che ci hanno spiazzato: almeno dal 2018 segnalavano alle autorità che qualcosa nel Keu non andava, ed emergeva dalle analisi e dalle prove di cessione fatte. Oggi qualcuno ci dice che gli imprenditori di Santa Croce non sono tutti uguali e noi ci crediamo, ma di fronte ad anni di inchieste è doveroso porsi la questione di quanto quell’industria sia sostenibile, stare zitti in nome del lavoro non basta più. Viene da chiedersi cosa pensavano di fare i consiglieri regionali Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo, Enrico Sostegni e Andrea Pieroni quando firmavano quel famoso emendamento finito nell’inchiesta, che allentava i controlli ambientali».

Secondo Becheri, «serve con urgenza un osservatorio regionale sui servizi pubblici e i beni comuni, che veda comitati e cittadini protagonisti di un controllo che la politica non esercita. Lo dimostrano gli indagati, che attualmente sono quasi tutti al loro posto, come lo richiede la futura riflessione sul piano dei rifiuti, del quale in consiglio non si parla ormai da anni, preferendo il sistema delle proroghe ai controlli».

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