Sicurezza
Santa Croce, presidio contro il degrado e lo spaccio di droga
Giacomo Pelfer
Santa Croce. Sarà un evento dal sapore simbolico ma allo stesso tempo avrà il significato di un invito. Un incoraggiamento a vivere e riprendersi gli spazi pubblici del proprio paese, per far capire che certe situazioni non sono tollerate dai cittadini e che almeno per una sera «non si spaccia», come recitava lo striscione portato il 5 agosto scorso in centro a Castelfranco. Un’iniziativa che adesso sarà ripetuta anche in lungarno Tripoli a Santa Croce. L’appuntamento è per mercoledì 8 settembre, alle 21, con il presidio contro lo spaccio e il degrado voluto e organizzato da un comitato di cittadini. «In quest’ultimo periodo – spiega il portavoce Marco Giannotti - le denunce e i fatti di cronaca hanno portato alla luce l’intensificarsi di spiacevoli eventi che avevano come protagonisti anche individui residenti nel nostro Comune, aventi come unico denominatore lo spaccio di sostanze stupefacenti, violenze, furti, detenzione illegale di armi e denaro di dubbia provenienza». Episodi e reati avvenuti principalmente a Pisa, sul litorale e nel resto della provincia, ma che vanno ad aggiungersi, secondo i cittadini santacrocesi, al problema dello spaccio e del degrado che interessa lungarno Tripoli e in generale il centro storico di Santa Croce. «Come a Castelfranco a inizio agosto – riprende Giannotti - intendiamo denunciare con un presidio simbolico un disagio, una situazione non più sostenibile e accettabile che grava sul nostro centro cittadino che fatica a mantenere un briciolo di dignità. Una dignità lesa da un abbandono incontrastato e continuo di ogni genere di rifiuto ma soprattutto da spiacevoli fatti di microcriminalità, spaccio e soprusi. Invitiamo pertanto alla partecipazione tutti i residenti del centro storico e i cittadini santacrocesi, esercenti compresi, al presidio che si terrà l’8 settembre alle 21 sul lungarno Tripoli». Gli organizzatori precisano che l’iniziativa sarà apartitica e aperta «a tutti i cittadini che abbiano ancora a cuore Santa Croce. Perché riappropriarci degli spazi vitali del nostro paese è un dovere». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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