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badia di morrona 

Poca uva ma sana, meno quantità però la qualità non ci ha rimesso

Poca uva ma sana, meno quantità però la qualità non ci ha rimesso

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terricciola. Anche alla Tenuta Badia di Morrona, la più importante azienda vitivinicola della provincia dal punto di vista estensivo con più di 100 ettari impiantati, si parla di una annata difficile da cercare di portare alla fine nel migliore dei modi.

A parlare è il patron Filippo Gaslini Alberti: «Siamo partiti con la gelata e stiamo terminando con l’arido. Poteva andare meglio – confida scherzosamente il conte – L’uva è davvero poca, anche se sana, il ghiaccio del dopo Pasquetta è arrivato a vortici, rasando dei filari e lasciando intatti altri a pochi metri di distanza. Il vitigno più danneggiato è per noi lo Chardonnay, tant’è che quasi sicuramente non riusciremo ad uscire con il nostro cru La Suvera 2021. È consolante per noi, che da molti anni puntiamo sul Sangiovese con grande energia per estrarre il massimo della identità territoriale, ottenendo risultati e attestazioni qualitative importanti, che le uve destinate al VignaAlta siano rimaste miracolosamente intatte. Quindi, con le dita incrociate perché in questo lavoro non si può mai essere sicuri fino a che i grappoli non sono in cantina, confidiamo in una annata strepitosa per il nostro cru più rappresentativo».

Gaslini Alberti, quasi a rassicurare la clientela, rileva che «avremo un calo importante nella produzione ma grazie alla qualità delle uve i vini con cui usciremo saranno di spiccata levatura. Ora stiamo facendo fronte alla aridità, al momento sotto controllo».

Le previsioni promettono un po’ di pioggia moderata nei prossimi giorni. «Noi siamo assistiti con irrigazione su una ventina di ettari ma per l’altra superficie vitata un poco di acqua sarebbe salutare per riequilibrare l’idratazione. La maturazione è tenuta costantemente sotto controllo e contiamo di fare il punto della situazione – conclude Filippo Gaslini Alberti – dopo la prima decade di settembre e programmare a step, vitigno per vitigno, vigna per vigna, la raccolta delle uve, le quali subiranno una ulteriore cernita per i nostri vini più importanti».

Sempre a Terricciola, anche all’azienda agricola Vallorsi si parla di ghiaccio a vortice o a forbice che ha fatto danni in alcuni filari lasciando completamente intatto il filare accanto alla distanza di un metro. «Noi abbiamo avuto fortuna – racconta il patron enologo Stefano Bibbiani – perché la gelata ci ha appena sfiorato intaccando solo alcune viti di Sangiovese con la conseguenza di un leggero calo di produzione sul San Bartolomeo, Argante e Chianti. Vermentino e Viognier sono completamente incolumi con una bella maturazione dell’acino, prerogativa indispensabile per realizzare dei buoni vini».

Il caldo di questi ultimi giorni è ancora sotto controllo, il pericolo maggiore viene però dagli ungulati: caprioli e cinghiali spinti dalla sete si avvicinano ancor più alle case e alle vigne. «Per loro l’uva matura e succulenta è fonte di idratazione e attrattiva irresistibile. Un fenomeno che arginiamo con molta difficoltà e nonostante le recinzioni alcuni danni li abbiamo avuti. I primi di settembre faremo le analisi delle varie uve per programmare la raccolta» conclude Bibbiani.

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